Reflusso gastroesofageo nei neonati, che fare?

di Valentina Cervelli 2

Il rigurgito nei neonati, specialmente nel primo anno di vita, rappresenta è un normale problema fisiologico legato strettamente all’immaturità del piccolo apparato digerente. Storia ben diversa si prospetta se il neonato è affetto da reflusso gastroesofageo.

Quando un bambino è piccolo, il cardias, la valvola adibita a trattenere la risalita del cibo dallo stomaco all’esofago deve imparare a contrarsi in maniera adeguata.  Finchè il bambino appare in buone condizioni di salute non bisogna quindi allarmarsi: soprattutto se continua a crescere ed espelle regolarmente feci.

Con il passare dei mesi ed il passaggio ad una dieta solida unita all’apprendimento del bambino nel rimanere seduto, il cardias riesce a compiere le sue normali funzioni portando al totale benessere del neonato. Bisogna al contrario fare attenzione se insieme al rigurgito vi è da parte del bambino sinonimo di malessere e pianto. In quel caso è bene rivolgersi al medico perché potrebbe trattarsi di reflusso gastroesofageo. Anche in questo caso il problema tenderà a risolversi da solo con il passare del tempo, ma dato il dolore che apporta al bambino, il pediatra sicuramente potrà consigliare accorgimenti  adeguati al sostenere il bambino senza che la crescita ne venga inficiata.

Non bisogna prendere il problema sottogamba. In casi molto rari, ma seri, il rigurgito oltre a portare al vomito vero e proprio, può provocare una irritazione delle vie respiratorie, causando tosse ed asma o addirittura una vera e propria irritazione dell’apparato digerente, che porterà il pediatra quasi sicuramente ad optare per una terapia farmacologica antiacido.

Vediamo ora qualche accorgimento da poter prendere in questo caso. Prima di tutto ricordiamo che il latte materno, essendo più digeribile per il bambino, permane essere la soluzione alimentativa più valida. Al fine di abbassare i problemi di reflusso è consigliabile offrire il seno al neonato con maggiore frequenza, rendendo le poppate più brevi e numerose al fine di favorire una rapida digestione. Non solo, è bene trovare una posizione il più possibile verticale. Il sederino deve essere più in basso dello stomaco, in uan posizione “quasi seduta”.

Evitate poi di cambiare il pannolino subito dopo la poppata. Il tirare su le gambe del piccolo comprimerebbe lo stomaco. Allo stesso modo non allacciate il pannolino troppo strettamente. Inoltre, oltre al ruttino, che non deve mani mancare, è bene far dormire il bambino supino, inclinando il materassino di almeno 25° onde evitare il reflusso.

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