Svezzamento: meglio a 4 o 6 mesi?

di Cinzia Iannaccio 2

Lo svezzamento, ovvero l’introduzione di cibi solidi nell’alimentazione dei bambini, andrebbe fatto a 4 mesi anziché a 6 come le varie guide pediatriche internazionali propongono. Lo afferma uno studio pubblicato sull’autorevole British Medical Journal, che ha analizzato circa 50 lavori scientifici precedenti sull’argomento, stravolgendone i risultati: allattare al seno fino a 6 mesi provocherebbe un rischio maggiore di sviluppare intolleranze ed allergie alimentari nonché carenza di ferro.

Nel 2001, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha proposto l’allattamento al seno esclusivo fino al compimento del sesto mese d’età, proprio per i suoi benefici sulla salute del bambino, anche a lungo termine: le implicazioni sulle funzioni cognitive, l’obesità, il rischio cardiovascolare ed il cancro. La questione nel Regno Unito da tempo è molto dibattuta: inizialmente queste raccomandazioni, come pure negli Stati Uniti, non erano state accolte, per poi essere accettate al momento di una svolta nella politica sanitaria. Ma la discussione è rimasta comunque aperta, anche perché in quest’area dell’Europa l’allattamento è quasi esclusivamente artificiale e non naturale. Ma cosa dice in particolare questa revisione scientifica? Lo spiega la dottoressa Mary Fewtrell dell’University College di Londra che ha guidato lo studio:

“L’indicazione dei sei mesi dovrebbe essere mantenuta per i paesi in via di sviluppo dove è molto difficile avere acqua pulita e alimenti non contaminati, ma nei paesi occidentali la raccomandazione può essere più elastica”.

In particolare, 16 studi presentati per la promozione dell’allattamento esclusivo fino ai sei mesi confermerebbero la protezione dalle infezioni e dai problemi di crescita, ma gli altri 33 al contempo, non escluderebbero l’introduzione dei cibi solidi già a 4 mesi. I bambini svezzati a quella età risultano essere sani. Anzi, quelli sottoposti a tale tipo di alimentazione hanno dimostrato un inferiore rischio di sviluppare anemia e celiachia.

Diciamo però che questi elementi non sono nuovi. Molti pediatri stanno rivalutando il discorso dell’introduzione ritardata di alcuni alimenti come il glutine o l’uovo, proprio per individuare più precocemente certe allergie ed intolleranze. E già ora è prassi svezzare i bambini a 4 mesi se si è in presenza di allattamento artificiale. Insomma, nulla di nuovo, mi sembra. Ma ci corre dal dire che in caso di bimbi sani e mamme nutrite adeguatamente, la pappa è meglio dell’allattamento al seno. Non sono una pediatra, ma ho avuto due figli: i problemi di salute li hanno avuti solo ed esclusivamente quando ho smesso di allattarli io, ambedue ad un anno. Lo svezzamento è comunque avvenuto a 6 mesi e non hanno mai sofferto di anemie. Continuo a fidarmi delle linee guida attuali! E voi?

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Commenti (2)

  1. io dico che dipende dal bambino. ci sono bambini che hanno molta fame già a 4 mesi e il solo latte materno non gli basta più, bambini che a 8 mesi non ne vogliono sapere di mangiare. penso che bisogna affidarsi al pediatra e cercare di capire quali esigenze nutrizionali ha nostro figlio.

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