Candida e tampone fai da te per diagnosi

di Valentina Cervelli 0

Tampone fai da te per la diagnosi di candida? E’ possibile ora grazie all’avvenuta commercializzazione di uno specifico prodotto per raggiungere questo scopo. Avere consapevolezza del proprio corpo per una donna è basilare, soprattutto per ciò che concerne la salute degli organi genitali.

Grazie a Gyno-Canestest, recentemente reso disponibile, è stata aperta alle donne una possibilità importante di autovalutazione per ciò che concerne una delle infezioni vaginali più diffuse, ovvero la candida. Rendersi conto della positività del tampone è facilissimo: è il cambiamento della punta gialla dello stesso a palesare alla donna se il PH della propria vagina rientra nel range di normalità o meno.

Le donne in età fertile rimangono facilmente vittime di infezioni all’apparato genitale e saperle distinguere per ottenere una diagnosi certa e veloce è basilare. Avere la consapevolezza di qualcosa che non va può spingerle a richiedere immediatamente un consulto medico. Ed è qui che il tampone fai da te entra in gioco e mostra la sua importanza.

Soprattutto quando si parla di candida è necessario eseguire molto velocemente una distinzione dalla vaginosi batterica. Nel primo caso infatti per guarire si necessita di un antifungino, mentre nel secondo di un antibiotico.

Candida, cause e conseguenze

La candida, come già anticipato, è una infezione fungina provocata da un lievito, la Candida Albicans. Essa causa nella donna prurito, fastidio e delle secrezioni biancastre dagli organi genitali. Il PH della vagina, a dispetto di quello che si potrebbe pensare, non viene alterato dalla patologia. Curare la candida non è difficile con i medicinali necessari, ma non bisogna lasciarla proliferare a lungo senza agire. Essa può espandersi ad altre parti del corpo con facilità.

La possibilità di una prima autodiagnosi dà modo alle donne di dimezzare i tempi di azione nei confronti del fungo, limitando anche il contagio dei partner delle stesse, che a prescindere dal sesso rischiano comunque di essere “attaccati” dalla malattia.

Photo Credits | ruigsantos / Shutterstock.com

 

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