Cos’è la vaginite? Cause e sintomi da distinguere per arrivare ad una terapia

di Cinzia Iannaccio 1

 Cosa si intende per vaginite? La vaginite è un disturbo piuttosto frequente e consiste in un’infiammazione (e/o infezione) della vagina. Nella maggior parte dei casi si manifesta con perdite vaginali anomale, a volte maleodoranti o che provocano prurito. Ma bisogna prestare attenzione perché non esiste una sola forma di vaginite, ma molte e tutte diverse tra loro, ognuna con i propri sintomi e cause specifiche. Analizziamo le più comuni.

Candida

Di sicuro la Candida è tra le più frequenti cause di vaginite: si tratta di un’infezione dovuta ad un parassita appartenente alla famiglia dei miceti (funghi). In questo caso i sintomi sono caratterizzati da perdite bianche molto dense e prurulente.  In taluni casi però le perdite possono essere anche liquide, trasparenti ed inodore. Le infezioni da candida in genere provocano rossore ed infiammazione sia della vagina che della sua parte esterna, la vulva. In questi casi si parla anche di vulvovaginite.

Vaginosi batterica

In età riproduttiva però di sicuro la più frequente causa di vaginite è la cosiddetta Vaginosi batterica, causata da un proliferare eccessivo di batteri normalmente presenti nell’area genitale femminile. Si tratta di un’infiammazione che non manifesta un sintomo specifico, fatta esclusione per leggere perdite intime, caratterizzate da cattivo odore. In genere la diagnosi avviene in seguito ad una visita ginecologica di routine.

Tricomoniasi

Anche la tricomoniasi comporta infiammazione vaginale. Si tratta di una malattia sessualmente trasmessa causata da un parassita. Tra i sintomi (laddove si manifestano, perché tale infezione può essere anche asintomatica): prurito, bruciore ed addirittura dolore nelle parti intime, anche durante la minzione (pipì).

Vaginite non infettiva

Esistono poi delle forme di vaginite che non sono causate da infezione, ma hanno comunque una particolare rilevanza clinica. Sono spesso causate da una reazione allergica o irritazione provocata da spray  o lavande vaginali, spermicidi, saponi detergenti o anche detersivi ed ammorbidenti per la biancheria intima. Anche se non c’è infezione si possono manifestare perdite vaginali, bruciore e prurito.

Cosa fare? E’ buona norma recarsi dal proprio medico ginecologo per una visita ed una diagnosi precisa: le terapie (che esistono) sono molto diverse tra loro. Torneremo a parlarne.

[Fonte: Nichd.nih.gov]

 

Commenti (1)

  1. con queste problematiche è fondamentale la scelta della biancheria intima da indossare, l’ideale è bandire fibre sintetiche per privilegiare quelle naturali, oltre al cotone ci sono fibre di nuova generazione che sono ideali per i problemi genitali. Io grazie a una mia carissima amica ho scoperto dermasilk e la fibra di seta, mi domando perchè certi prodotti ottimi molto spesso siano così difficili da scoprire….

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