Più sicurezza e prevenzione al lavoro per chi lavora con videoterminali

di Tiziana Veronico Commenta

Ovunque negli uffici e in svariati ambienti di lavoro si lavora con i videoterminali (VDT), cioè con computer e video di altro genere. E’ da tempo ormai, da quando il computer ha iniziato ad invadere dapprima le case, gli uffici, poi le pubbliche amministrazioni, che si diffondono consigli utili sulle corrette posizioni da assumere davanti al pc, sugli stratagemmi utili per ridurre al massimo le radiazioni che assorbiamo da questi apparecchi e altre furbizie per mantenere il più a lungo possibile una buona vista.

Ma una regolamentazione effettiva per chi usa il videoterminale (VDT) al lavoro c’era già, ma solo adesso diventa un obbligo ben definito. Si tratta del decreto legislativo 626/94 che indicava come lavorare correttamente al VDT. Tale decreto era stato emanato in attuazione alla direttiva europea, ed è l’Agenzia Europea per la Salute e al Sicurezza sul Lavoro (EAHSW) che si occupa di monitorare periodicamente il rispetto di queste disposizioni. Secondo la normativa è videoterminalista chi “lavora in modo sistematico ed abituale per almeno 20 ore settimanali” davanti al VDT.


Tra i maggiori obblighi a carico del datore di lavoro troviamo quello di assegnare le mansioni secondo una logica che riesca ad evitare il più possibile la monotonia e la ripetitività dell’attività a carico del lavoratore. Inoltre, in maniera preventiva, bisogna dare al lavoratore pause di rilassamento e fargli fare visite mediche ogni 2 anni fino ai 50 anni di età. Ma soprattutto, vi è l’obbligo, da parte del datore di lavoro, di organizzare corsi di formazione sull’uso dei VDT affinchè i dipendenti vengano a conoscenza dei rischi dell’ambiente di lavoro in maniera preventiva. Ovviamente tutto sarà utile se il lavoratore mette in pratica ciò che ha imparato come una delle parti essenziali del lavoro, anziché considerare la prevenzione e la sicurezza sul lavoro come una sovrastruttura pesante e inutile all’attività lavorativa.

Le norme dunque esistono, basta rispettarle. …non è più proprio così! Quanti hanno verificato se il computer del proprio ufficio ha il marchio CE che garantisce radiazioni al di sotto dei limiti di normale tollerabilità? Ma, a parte le solite critiche, bisogna dire che mancano proprio le condizioni strutturali per mettere in pratica la prevenzione e la sicurezza sul lavoro, e in particolare per chi lavora al VDT. Con il lavoro precario che dura anche poche ore, oppure il tempo di progetti ad ore, come può esserci il tempo di eseguire corsi di formazione sulle corrette posizioni da assumere davanti al VDT, di avere il tempo di “pause di rilassamento”, di avere il tempo di lavorare molto più di 2 anni presso lo stesso datore che ti deve mandare a fare la visita obbligatoria?

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