Alimentazione in gravidanza influenza il DNA del bambino

di Marco Mancini 5

Durante la vita intrauterina e l’allattamento, la malnutrizione provoca modificazioni che coinvolgono il DNA del bambino, influenzando eventualmente la comparsa di patologie metaboliche nell’età adulta. I ricercatori del CNRS, INRA e Inserm hanno dimostrato per la prima volta, attraverso uno studio sugli animali, quali ripercussioni avvengono a livello del gene della leptina, l’ormone che regola il senso di sazietà e il metabolismo.

Pubblicato su The Faseb Journal, questo lavoro potrebbe, a lungo termine, avere un impatto sulla prevenzione delle malattie metaboliche, la procreazione medicalmente assistita e la cura per neonati prematuri. Negli ultimi dieci anni, studi condotti sull’uomo hanno dimostrato che l’ambiente intrauterino e, in particolare, la nutrizione materna svolgono un ruolo importante nell’insorgenza di malattie complesse come l’obesità, il diabete o l’ipertensione nell’età adulta. I meccanismi molecolari di programmazione fetale, che gli scienziati stanno tentando di decifrare, sono dietro tali osservazioni.

I ricercatori del Centre de Recherche de l’Institut du cerveau et de la Moelle Epinière (CRICM, CNRS / UPMC / Inserm) e l’Unité de Nutrition Humaine (INRA / Université Clermont 1) hanno studiato le conseguenze della nutrizione materna durante il periodo perinatale (gestazione seguita da allattamento) sulle modificazioni epigenetiche del genoma. Il termine descrive alterazioni epigenetiche stabili dell’espressione dei geni che non provocano alcun cambiamento nella sequenza nucleotidica del DNA. Queste alterazioni comportano trasformazioni chimiche, come la metilazione del DNA e/o modifiche degli istoni (metilazione, acetilazione e deacetilazione).

Le femmine di topo gravide sono state suddivise in due gruppi, uno alimentato dal primo giorno di gestazione fino allo svezzamento con una dieta contenente il 22% di proteine ​​(topi di controllo), e l’altro con una dieta a basso contenuto proteico contenente il 10% di proteine. Poi, dallo svezzamento, tutti i topi neonati sono stati nutriti con una dieta di controllo.

Il risultato è stato che i topi le cui madri avevano ricevuto una dieta a basso contenuto di proteine ​​sono stati, una volta diventati adulti, più magri rispetto ai topi di controllo, ed esposti a disturbi metabolici. I ricercatori hanno direttamente collegato queste conseguenze della carenza di proteine ​​durante il periodo perinatale di demetilazione a livello del gene della leptina. Questa modificazione epigenetica è specifica dal momento che la metilazione globale del genoma non è interessata. Gli scienziati hanno deciso di concentrare i loro studi sul gene della leptina, perché questa molecola è fondamentale per l’equilibrio energetico del corpo: è l’ormone che regola le riserve di grasso.

Questo lavoro rivela così il tipo di processo molecolare che avviene durante il periodo perinatale e lascia una sorta di “impronta” nei geni del feto, che dura per tutta la vita. La comprensione dei meccanismi di programmazione è essenziale per definire le politiche di prevenzione per queste malattie, che sono un grave problema di salute pubblica. Questo tipo di studio è anche utile sia in termini di condizioni di coltura delle cellule in tecniche di procreazione medicalmente assistita, che per la nutrizione di neonati molto prematuri in ospedale.

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[Fonte: Sciencedaily]

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