Feto in 3D con la realtà virtuale e risonanza magnetica

di Valentina Cervelli Commenta

Feto in 3D con la realtà virtuale e la risonanza magnetica: è possibile grazie ai grandi passi in avanti della ricerca per ciò che concerne le tecniche di imaging e nello specifico per via del lavoro di un gruppo di scienziati della Clinica di Diagnostica per Immagini di Rio de Janeiro.

I ricercatori hanno presentato il loro lavoro presso l’ultimo convegno della Società di Radiologia del Nord America. Grazie alla tecnica messa a punto dagli esperti brasiliani per la prima volta è possibile ora vedere il feto in 3D (in modo tridimensionale, N.d.R.) ricostruendone l’aspetto combinando le immagini rilevate con la risonanza magnetica e le tecnologie di realtà virtuale disponibili. Un ulteriore passo in avanti rispetto alle ecografie che, sebbene cresciute a livello qualitativo anche per ciò che concerne la dimensionalità rimangono sempre meno precise di un modello 3D ottenibile. La tecnica messa a punto è stata sperimentata presso la struttura ospedaliera nella quale è stata creata. Commenta uno degli autori della ricerca, il dott. Heron Werner:

Poter vedere il feto in 3D in combinazione con tecnologie di realtà virtuale può migliorare la nostra comprensione delle strutture anatomiche del feto. L’esperienza è meravigliosa e le immagini sono più nitide e chiare rispetto a quelle dell’ecografia e della risonanza magnetica.

E’ importante pensare a tutte le applicazioni di questa tecnologia, spiega. Non solo per ciò che concerne la diagnostica del bambino nel corso della gravidanza: tale strumento può essere usato anche per scopi medici e didattici. Il modello, grazie ai mezzi con i quali viene costruito, dà modo di ricostruire anche la struttura interna del feto, organi interni e vie respiratorie comprese: diventa potenzialmente più semplice individuare anomalie e stabilire come correggerle prima della nascita o dopo il parto.

Una tecnologia, insomma, che consente di vedere il feto da vicino e per questo avere uno strumento in più per prendersene cura in modo adeguato.

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Fonte | UPI

Photo Credit | RSNA

 

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