Adenoma

di Cinzia Iannaccio 3

adenoma

Adenoma

Il termine medico adenoma indica un tumore benigno che origina dal tessuto epiteliale di alcune ghiandole e ne assume le caratteristiche nella sua proliferazione cellulare. Si distingue dall’adenocarcinoma che invece ha un esito maligno e pericoloso (carcinoma). L’adenoma può colpire diversi organi, non necessariamente ghiandolari. Tra i più comuni troviamo: Adenoma al colon (sono gli adenomi più comuni, oltre che tra i più pericolosi e sono noti anche come polipi adenomatosi) Adenoma surrenale Adenoma ipofisario (il più comune è il prolattinoma) Adenoma prostatico Adenoma tubulare Adenoma al seno o della mammella (fibroadenoma) Adenoma al fegato Adenoma renale Adenoma dell’appendice (raro) Adenoma della tiroide e adenoma paratiroideo Adenoma bronchiale

CAUSE. Quando si parla di un tumore, benigno o meno è sempre difficile parlare di cause specifiche. Anche se sempre più spesso si identificano predisposizioni genetiche e fattori di rischio scatenanti, la causa di adenomi (ed adenocarcinomi) è essenzialmente sconosciuta. L’esposizione alle radiazioni della testa e del collo ad esempio (intensa, come è accaduto nel caso della bomba atomica di Hiroshima) può anche aumentare il rischio di adenomi.

SINTOMI. I sintomi dell’adenoma sono quasi sempre assenti, ma molto dipende dalla loro localizzazione. Alcuni adenomi surrenalici ad esempio secernono cortisolo in eccesso, che causa la sindrome di Cushing, altri aldosterone, responsabile della sindrome di Conn, o androgeni che causano iperandrogenismo, il tutto con i sintomi correlati. Lo stesso dicasi per l’adenoma paratiroideo che sviluppa iperparatiroidismo primario con tutta la sua sintomatologia e quello al fegato un’epatomegalia.

DIAGNOSI. La diagnosi degli adenomi si differisce a seconda delle sedi di localizzazione. Si possono evidenziare con una ecografia (noduli al seno o al rene ad esempio) o una colonscopia (polipi al colon), a volte è necessaria una biopsia o un’ago-biopsia per escludere la malignità del tessuto. Utili spesso anche esami ematochimici, ed ormonali.

TERAPIA. Anche la terapia dipende. Gli adenomi del colon ad esempio si tendono a rimuovere chirurgicamente per la loro predisposizione a diventare maligni sviluppando un adenocarcinoma. Gli adenomi alla tiroide si tolgono in genere se diventano particolarmente grandi o se alla biopsia risultano di tipo follicolare. Il prolattinoma reagisce bene invece alla terapia farmacologica con cabergolina o bromocriptina. La rimozione chirurgica è comunque quasi sempre indicata, laddove possibile. In alcuni casi serve perché l’adenoma può crescere troppo ed andare ad intaccare organi vicini, o perché produce sintomi (come l’eccessiva produzione di alcuni ormoni), negativi per la salute generale del paziente.

PROGNOSI. Essendo tumori benigni gli adenomi hanno una prognosi in genere favorevole. Ma vanno tenuti comunque sotto controllo. Questo vale soprattutto per quelli che tendono a trasformarsi in adenocarcinomi e per i quali l’indicazione è quella necessaria della rimozione chirurgica. Stiamo parlando in particolare dei polipi adenomatosi del colon o di alcuni tipi di adenoma bronchiale o dei dei reni.

PREVENZIONE. Non esiste una forma di prevenzione primaria degli adenomi, ma è importante quella secondaria della diagnosi precoce oltre che dei controlli routinari dei singoli casi e soprattutto in presenza di familiarità con queste patologie. Non vanno trascurati i controlli neppure e soprattutto dopo l’asportazione chirurgica dell’adenoma.  

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