Sindrome di Wolff-Parkinson-White

di Marco Mancini 1

Sindrome di Wolff-Parkinson-White

La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una malattia cardiaca in cui vi è un percorso extra elettrico nel cuore. La condizione può portare a episodi di tachicardia. La sindrome di Wolff-Parkinson-White è una delle cause più frequenti di disturbi del ritmo cardiaco nei neonati e nei bambini.

CAUSE: Normalmente, i segnali elettrici nel cuore passano attraverso un percorso che aiuta il cuore a battere regolarmente. Il cablaggio del cuore impedisce il verificarsi di battiti in più e mantiene il ritmo per fare in modo che il prossimo battito non accada troppo presto. Nelle persone con la sindrome di Wolff-Parkinson-White, c’è un percorso extra (o accessorio) che può causare un battito cardiaco molto rapido. Questo si chiama tachicardia sopraventricolare.

SINTOMI: Quanto spesso si verifica la frequenza cardiaca dipende dal paziente. Alcune persone con la sindrome di Wolff-Parkinson-White possono avere solo alcuni episodi di battito cardiaco accelerato. Altre possono avere la tachicardia una o due volte alla settimana. A volte non ci sono sintomi, e la condizione è rilevata quando un test al cuore è effettuato per un’altra ragione. I sintomi più comuni sono:

  • Dolore toracico o costrizione toracica;
  • Capogiro;
  • Sensazione di vuoto nella testa;
  • Svenimenti;
  • Palpitazioni;
  • Mancanza di respiro.

DIAGNOSI: Un esame eseguito durante un episodio di tachicardia rivelerà una frequenza cardiaca superiore a 230 battiti al minuto e la pressione sanguigna che è normale o bassa. Una frequenza cardiaca normale è di 60-100 battiti al minuto, negli adulti, e meno di 150 battiti al minuto in neonati, infanti e bambini piccoli. Se il paziente non ha la tachicardia, l’esame fisico può essere del tutto normale.

Un test chiamato EPS (studio elettrofisiologico) può aiutare ad identificare la posizione del percorso elettrico in più. La sindrome può essere rivelata con i seguenti esami:

  • ECG (elettrocardiogramma) che può mostrare un’anomalia chiamata “onda delta”;
  • Continuo monitoraggio ambulatoriale (Holter).

TERAPIA: I farmaci possono essere usati per controllare o prevenire un rapido battere del cuore. Questi includono l’adenosina, antiaritmici, e amiodarone. Se la frequenza cardiaca non ritorna alla normalità con i farmaci, i medici possono usare un tipo di terapia chiamata cardioversione elettrica (shock).

La terapia attuale preferita per la sindrome di Wolff-Parkinson-White è l’ablazione del catetere. Questa procedura prevede l’inserimento di un tubo (catetere) in un’arteria attraverso un piccolo taglio vicino l’inguine, che arriva fino alla zona del cuore. Quando la punta raggiunge il cuore, la piccola area che causa il rapido battito è distrutta utilizzando la radiofrequenza.

La chirurgia a cuore aperto può anche fornire una cura permanente per la sindrome di Wolff-Parkinson-White, tuttavia, la chirurgia è di solito utilizzata soltanto se il paziente deve subire un intervento chirurgico per altri motivi.

PROGNOSI: L’ablazione transcatetere è utilizzata nella maggior parte dei pazienti. Il tasso di successo della procedura varia tra l’85 ed il 95%. Possibili complicazioni possono essere:

  • Complicanze della chirurgia;
  • Riduzione della pressione sanguigna (causata dal continuo battito cardiaco accelerato);
  • Insufficienza cardiaca;
  • Effetti collaterali dei farmaci.

La forma più grave di un battito cardiaco rapido è la fibrillazione atriale. Questa può rapidamente portare allo shock, e richiede un trattamento di emergenza (cardioversione).

Contattare un medico se i sintomi di Wolff-Parkinson-White si sviluppano, o se hai questo disturbo e i sintomi peggiorano o non migliorano con il trattamento.

[Fonte: http://health.nytimes.com/]

Per ulteriori informazioni rivolgersi al proprio medico. Le informazioni fornite su MedicinaLive sono di natura generale ed a scopo puramente divulgativo, e non possono sostituire in alcun caso il consiglio di un medico (ovvero un soggetto abilitato legalmente alla professione), o, nei casi specifici, di altri operatori sanitari.

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