La medicina tradizionale cinese funziona veramente

di Marco Mancini 2

Una nuova ricerca dell’Università del Texas Health Science Center di Houston suggerisce che l’antica formula cinese a base di erbe usata principalmente per indicazioni cardiovascolari comprese le malattie cardiache, può produrre grandi quantità di ossido di azoto che rende le arterie più ampie.

Le scoperte degli studi preclinici da parte degli scienziati della Brown Foundation Institute di Medicina Molecolare per la prevenzione delle malattie umane sono state pubblicate sulla rivista Free Radical Biology & Medicine. L’ossido di azoto è fondamentale per il sistema cardiovascolare perché permette alle pareti interne dei vasi sanguigni di rilassarsi, il che facilita il flusso del sangue attraverso il cuore e il sistema circolatorio. La molecola elimina anche i pericolosi coaguli, abbassa la pressione sanguigna elevata e riduce l’intasamento delle arterie che forma la placca.

I risultati di questo studio mostrano che le antiche formule a base di erbe cinesi hanno una profonda bioattività principalmente attraverso la valorizzazione dell’ossido di azoto nel pareti interne dei vasi sanguigni, ma anche attraverso la loro capacità di trasformare i nitriti e nitrati in ossido di azoto, come spiega il dott. Nathan S . Bryan.

Le formule a base di erbe sono una componente importante della medicina tradizionale cinese, che comprende anche l’agopuntura e il massaggio. Spiega Thomas C. Caskey, direttore dell’istituto:

La medicina tradizionale cinese ha condotto alla produzione dei farmaci contro il cancro, malattie cardiovascolari e il diabete.

Nello studio, i ricercatori hanno effettuato prove di laboratorio su DanShen, GuaLou e altre erbe acquistate in un negozio di Houston per valutare la loro capacità di produrre l’ossido di azoto. Le antiche formule utilizzate principalmente per problemi cardiovascolari sono costituite da 3 a 25 erbe, e possono essere somministrate in compresse, elisir, zuppe e tè.

La maggior parte di questi medicinali non sono considerati farmaci da parte della Food and Drug Administration, e nemmeno dall’Unione Europea, ma sono considerati solo come integratori alimentari e non sono disciplinati. Gli scienziati inoltre hanno valutato la capacità di ampliare i vasi sanguigni sugli animali, perché ciascun rimedio rilassava le arterie a vari gradi. I test sugli esseri umani per ora non sono ancora sufficienti per permettere la commercializzazione come medicinali di questi prodotti, ma i ricercatori sono intenzionati ad effettuarli in futuro.

[Fonte: Sciencedaily]

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