Acqua all’arsenico a Roma, pericoloso lavarsi e cucinare

di Tippi Commenta

È emergenza a Roma per l’arsenico nell’acqua. Nell’acquedotto gestito dall’Arsial, che rifornisce alcune zone della città, si andato ben oltre il limite consentito pari a 10 µg/L (microgrammi/litro). I rischi legati a questa sostanza sono ormai noti a tutti. L’avvelenamento da arsenico può causare lesioni dermatologiche, vari tipi di cancro (della pelle, dei polmoni, della prostata e delle vie urinarie) e disordini neurologici e cardiovascolari.

Il problema non risiede tanto nella presenza dell’arsenico, che a piccolissime dosi pare migliori le attività di alcuni neurotrasmettitori del sistema nervoso centrale, ma nei libelli di allerta raggiunti oramai stabilmente nella Capitale. Come ha spiegato la Dottoressa Maria Grazia Caputo, medico estetico presso l’ambulatorio di medicina estetica dell’ospedale Fatebenefratelli di Roma:

La forma potenzialmente tossica dell’arsenico è quella inorganica, sotto forma di sali e gas, poiché essendo particolarmente idrosolubili vengono assorbiti rapidamente dall’organismo a livello gastrointestinale, per poi essere eliminati attraverso le vie escretrici che sono il fegato e i reni.

In presenza di falde acquifere inquinate con alti tassi di arsenico, sono sconsigliate e da evitare anche abitudini quotidiane come lavare e ingerire qualsiasi alimento che sia stato coltivato, innaffiato o preparato con acqua. In questi casi, l’ingestione reiterata per lassi di tempo molto lunghi, almeno 4 o 5 anni, può determinare forme di intossicazione cronica.

Da non sottovalutare poi l’igiene personale, poiché interessa parti del corpo sensibili e particolarmente recettive come il bulbo oculare o le mucose, attraverso le quali la sostanza tossica entra in circolo nell’organismo molto più rapidamente rispetto ad un contatto epidermico. I sintomi che si possono riscontrare nel lungo periodo sono irritazioni e dermatiti cutanee.

Il problema è che l’intossicazione da arsenico non è sempre facile da individuare, perché questa sostanza è inodore e insapore, inoltre i primi sintomi come nausea, dolori addominali e stanchezza sono ascrivibili a molte altre patologie. Come fare allora? Il metodo più semplice è fare le analisi del sangue mirate e i test sulle acque.

Photo Credit| Thinkstock

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