Bevande Starbucks troppo zuccherate?

di Ma.Ma. Commenta

Action On Sugar lancia l’allarme: le bevande Starbucks sarebbero troppo zuccherate e per questo motivo farebbero male alla salute. E con loro finiscono nel mirino anche tante altre bevande calde offerte dalle caffetterie più conosciute nel mondo.

Secondo l’indagine avviata sulle bevande Starbucks, queste conterrebbero fino a 25 cucchiaini di zucchero raffinato per porzione. Una quantità decisamente elevata e che porrebbe tutti questi tipi di bevande calde nella lista nera di quelle da utilizzare con una certa moderazione. Ma Action On Sugar punta i riflettori sulla questione affermando nel suo rapporto che addirittura il 98% delle bevande calde aromatizzate dovrebbe ricevere una segnalazione per gli eccessivi livelli di zucchero contenuti per ciascuna porzione. E tra tutte le bevande sotto accusa, la peggiore è l’Hot Mulled Fruit di Starbucks che in pratica contiene 25 cucchiaini di zucchero, ovvero tre volte la dose giornaliera di zucchero che viene solitamente raccomandata per una persona adulta. Bevendola tutti i giorni, insomma, e aggiungendo al consumo di questa bevanda altre dosi di zucchero contenute in ciò che mangiamo o beviamo, ecco che l’organismo sarebbe sottoposto a dosi eccessive di zucchero, sicuramente dannose.

L’indagine di Action On Sugar è stata condotta per sfatare un mito, quello cioè che le bevande calde di Starbucks, così come di altre famose caffetterie in tutto il mondo, siano decisamente più salutari delle bibite gassate che da sempre sono considerate dannose per l’organismo. I dati snocciolati dalla associazione sopra menzionata, invece, sono la dimostrazione che anche le bevande apparentemente più salutari fanno invece male ed è per questo che il loro consumo è consigliato in modo cauto. Ovviamente, come in tutte le cose, vale la mezza misura: una bevanda ogni tanto da Starbucks non avrà di certo effetti così dannosi sull’organismo, diverso è se ogni giorno ci rechiamo in questa caffetteria per consumarne i prodotti.

Photo Credits | Getty Images

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