Dermatite atopica, una cura dall’acqua di mare?

di Tippi Commenta

L’acqua del mare potrebbe essere un valido aiuto contro la dermatite atopica, alleviando disturbi come eczema, secchezza e prurito. A sostenerlo, una nuova ricerca condotta dal College of Medicine presso la Kyung Hee University e dal Clinical Trial Center for Bio-Industry, presso la Semyung University in Corea del Sud. I risultati sono stati pubblicati su BMC Complementary and Alternative Medicine.

Ottime notizie, dunque, per chi ha scelto come meta delle proprie vacanze i luoghi di mare. Gli esperti, in particolare, si sono concentrati sugli effetti dell’acqua di mare raccolta in profondità. Per verificarne gli effetti benefici sulla pelle hanno usato un modello animale.

I topi utilizzati nell’esperimento, infatti, presentavano lesioni cutanee dovute a diversi tipi di malattie, e sono stati trattati, in base ai casi, con l’acqua di mare filtrata e concentrata o con una pomata che fungeva da controllo. L’applicazione è stata fatta 5 volte settimana per 1 mese e mezzo.

Al termine del test, è emerso come gli animali trattati con l’acqua di mare avevano tratto beneficio da questa cura, con la conseguente riduzione di edema, xerosi, prurito e perdita di acqua transepidermica. Inoltre, secondo gli autori dello studio, erano diminuite anche l’infiltrazione di cellule infiammatorie e l’ispessimento dell’epidermide (lichenificazione della cute). Sembra che lo stesso trattamento possa influenzare anche la risposta del sistema immunitario.

I risultati della ricerca, dunque, suggeriscono come l’acqua di mare profondo concentrata, utilizzata a livello topico, sia utile nel prevenire i problemi della pelle come la dermatite atopica, una malattia cutanea che si presenta con chiazze e puntini rossi, accompagnati quasi sempre dal prurito anche molto intenso.

La dermatite atopica, infatti, comporta lesioni eczemiche, pelle secca e ispessimento della cute. Si tratta di un disturbo diffuso soprattutto nei bambini, tuttavia può riacutizzarsi anche in età adulta. Colpisce in misura maggiore gli uomini. Sebbene le cause non siano ancora del tutto note, sembra ci sia una predisposizione genetica.

Photo Credits|ThinkStock

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