Dermatite atopica, come curare i bambini con il gioco

di Valentina Cervelli 2

 Aiutare i bambini ad affrontare il disturbo causato dalla dermatite atopica insegnandogliene la cura tramite il gioco. E’ questo il progetto promosso dalla Fondazione europea di dermatite atopica. Tutta una sere di attività ludiche  e modi divertenti per insegnare loro a capire la malattia e contemporaneamente dargli gli strumenti per affrontarla.

Esempi? Il gioco dell’oca per insegnarle loro in cosa consiste questo disturbo dermatologico, ed ancora cartoni animati per insegnarli come idratare la pelle. Di questa patologia soffrono almeno tra il 15 ed il 20% dei bambini italiani, e trovare un modo giocoso per aiutarli ad affrontare il fastidio derivante dalla dermatite è sicuramente un ottimo strumento per crescere dei bambini felici, nonostante la permanenza della sensazione di tiraggio della pelle ed il prurito che spesso induce i minori a grattarsi compulsivamente e non riposare.

Come spiega Carlo Gelmetti, direttore  dell’Istituto di scienze dermatologiche dell’Università di Milano:

Insegnare ai pazienti ad autogestire la dermatite atopica consente un maggiore controllo e quindi migliora la qualità della loro vita.

E per un bambino questo assunto è ancora più valido, se possibile, che per un adulto. E ci pensa uno studio pubblicato qualche mese fa sulla rivista di settore Allergy a darne conferma. Utilizzando un test di autovalutazione chiamato Po-Scorad su circa 500 pazienti, la maggiore conoscenza del proprio disturbo ottenuta attraverso il test ha portato le persone a migliorare considerevolmente la propria condizione clinica.

La maggiore cultura in materia porta infatti il paziente ad un approccio diverso alla malattia, dandogli lo spirito necessario per affrontare meglio i sintomi e aumentare la qualità della loro vita. Ovviamente tale strumento si inserisce nel progetto come un mezzo per creare non solo consapevolezza, ma anche maggiore prevenzione. Continua il dott. Gelmetti:

L’educazione terapeutica non è pura e semplice informazione, ma un processo che coinvolge il paziente stesso nella gestione autonoma della propria malattia.

Nelle scuole dell’atopia poi, sei  sul nostro territorio al momento (Milano, Bologna, Padova, Roma, Genova, Firenze e Palermo, n.d.r) sono previsti dei veri e propri corsi tenuti sia per grandi che per piccini, dove si insegna a riconoscere i diversi tipi di cute sana e malata, come e quando devono essere applicate delle creme emollienti onde evitare la secchezza e la desquamazione, e molto altro.

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Fonte: Corriere della Sera

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