Ernia addominale, protesi intelligenti e tecniche social per combatterla

di Ma.Ma. Commenta

L’ernia addominale è una patologia in costante crescita tra gli italiani, basti pensare che ogni anno sono 75mila i nuovi casi diagnosticati. Ma nuove speranze arrivano dal Congresso mondiale di Chirurgia dell’Ernia Addominale che si è tenuto a Milano e che ha aperto nuove porte per tutti quei pazienti colpiti da questa patologia.

ernia addominale

Protesi intelligenti e tecniche social: sono stati questi i due temi approfonditi nel corso del congresso e che donano nuove speranze a coloro che soffrono di ernia addominale, fermo restando che a oggi l’unica soluzione contro le ernie è la chirurgia. Ma la speranza è rappresentata dalla messa a punto di tecniche di intervento su misura che siano capaci di diminuire al minimo (sotto l’1%) le complicanze ricollegabili alla operazione garantendo allo stesso tempo la massima efficacia. E il Congresso sopra menzionato ha sottolineato l’importanza della chirurgia robotica e della condivisione via Facebook di referti ed esami tra medici (ovviamente su profili riservati che siano dunque raggiungibili sono da personale esperto). Anche la chirurgia insomma diventa social e in questo modo i vantaggi potrebbero essere molti, sempre nell’ottica di una cura mirata del paziente.

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Giampiero Campanelli, Direttore dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale e Day Surgery dell’Istituto Clinico Sant’Ambrogio di Milano e presidente della Conferenza Mondiale, ha illustrato le principali novità per quanto riguarda il largo campo di interventi chirurgici contro l’ernia addominale e inguinale.

Le grandi novità tecnologiche degli ultimi anni ci stanno aiutando a risolvere al meglio tutti i casi, anche i più complessi. Abbiamo infatti protesi biologiche intelligenti che, ad esempio, sono in grado di trasformarsi nel tessuto con cui vengono in contatto […] così da sparire completamente dopo aver esercitato il loro effetto di contenimento per tutto il tempo necessario

Le protesi intelligenti consentono al chirurgo di scegliere la strada migliore da seguire che può essere differente da paziente a paziente, tenendo conto dell’età, dello stile di vita e della corporatura.

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