Malattie reumatiche, biosimilare di Etanercept arriva in Italia

di Valentina Cervelli Commenta

Arriva anche in Italia il biosimilare di Etanercept per la cura delle malattie reumatiche. Il nuovo farmaco è indicato per il tratatamento di artrite reumatoide, artrite psoriasica, spondiloartrite anchilosante, spondiloartrite assiale, spondiloartrite assiale non radiografica e psoriasi a placche.

Patologie che coinvolgono circa 5 milioni di pazienti in Italia. Il via libera è giunto dall’Agenzia Italiana del Farmaco grazie ai dati degli studi clinici sul medicinale. I quali hanno dimostrato che, per ciò che concerne l’efficacia e la sicurezza, il farmaco presenta valori comparabili con quelli da cui ha avuto origine. Come spiega il Prof. Giampiero Girolomoni, Direttore Dermatologia dell’Università di Verona:

L’arrivo in Italia del primo biosimilare di etanercept rappresenta un importante passo in avanti per il trattamento di patologie infiammatorie invalidanti che, come la psoriasi, hanno ricadute notevoli sulla quotidianità delle persone che ne sono affette. L’approvazione del farmaco costituisce un’opportunità per rispondere ai bisogni ancora insoddisfatti dei pazienti, che possono migliorare significativamente il loro percorso di cura.

E’ innegabile che si tratti di un ulteriore strumento messo a disposizione dei medici per ampliare l’accesso alle cure ad un maggior numero di pazienti. Malati che hanno a che fare con patologie come l’artrite reumatoide, l’artrite psoriasica, la spondiloartrite anchilosante, la spondiloartrite assiale, la spondiloartrite assiale non radiografica e la  psoriasi: disturbi cronici che influscono in modo netto sulle condizioni di vita delle persone che ne soffrono.

Il biosimilare di etanercept rappresenta un’alternativa sicura ed effcace all’originale, favorendo un impatto positivo nei confronti del paziente. Non si può dimenticare che, a livello statistico, il 50% dei pazienti con malattie reumatiche croniche ha sviluppato disabilità e che la maggior parte di loro è costretta a convivere con il dolore cronico. In particolare, a rendere possibile la messa in commercio del biosimilare è stato uno studio di fase III in doppio cieco della durata di 52 settiamane condotto su 596 pazienti.

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Photo Credit| Pixabay

 

 

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