Stop ad aspartame e coloranti per Pepsi, Nestlè e Kraft

di Ma.Ma. Commenta

Stop ad aspartame e coloranti per Pepsi, Nestlè e Kraft che hanno preso questa decisione comunicando che sul mercato, da qui in avanti, immetteranno solo prodotti privi delle suddette sostanze. Aspartame e coloranti pericolosi per la salute dunque? Non proprio: il discorso è un po’ diverso e verte intorno all’immaginario comune che considera coloranti e aspartame poco salutari anche se nella realtà dei fatti non è così, nonostante il dibattito sull’aspartame sia ancora aperto (e in passato molti hanno avanzato dubbi sul fatto che potesse essere cancerogeno).

Ma in un mondo in cui le persone sono sempre più portate a scegliere prodotti alimentari genuini, ecco che l’utilizzo di aspartame e coloranti non farebbe altro che dare una cattiva immagine a queste multinazionali. Nonostante molti studi scientifici considerino l’aspartame sicuro (anche se il dibattito rimane aperto), la Pepsi ha per esempio deciso di non utilizzarlo più per le sue bevande (da agosto 2015 la classica Pepsi sarà aspartame free). Questo per salvaguardare l’immagine dell’azienda, come ha sottolineato Seth Kaufman, vicepresidente di Pepsi, al New York Times: L’aspartame è la ragione numero uno per cui i consumatori stanno abbandonando le bibite.

ASPARTAME CANCEROGENO? NUOVI DUBBI DELL’AUTORITÀ EUROPEA SULLA SICUREZZA ALIMENTARE

Stop a coloranti e aspartame anche per Nestlé e Kraft, per lo stesso identico motivo spiegato da Pepsi: troppo importante l’immagine dell’azienda e se le persone, pur erroneamente, pensano che aspartame e coloranti siano poco salutari è il caso di farne a meno perché questo non potrà altro che portare un ritorno di immagine positivo. E così la Kraft ha abbandonato i coloranti per i Macaroni and Cheese, considerati il motivo numero uno del calo di concentrazione nei bambini che soprattutto in America ne fanno largo uso; e la stessa cosa ha fatto Nestlé con coloranti e aromatizzanti artificiali che sono stati tolti dalla ricetta di alcune barrette di cioccolato.

Insomma rinunciando all’utilizzo di sostanze che vengono comunemente considerate dai consumatori poco salutari, i grandi colossi sperano di dare un segnale positivo invogliando le persone a comprare prodotti genuini. Funzionerà?

Foto | Thinkstock

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