Il forame ovale pervio di Cassano? Ecco come si fanno diagnosi e terapia

di Cinzia Iannaccio 2

 Il forame ovale pervio o Pfo, colpevole dell’ischemia del calciatore Antonio Cassano ci sta incuriosendo. In molti sentono citare questa anomalia cardiaca per la prima volta e si domandano come mai, uno sportivo professionista potesse esserne affetto senza saperlo oppure comunque giocare a calcio, nonostante tale problema cardiaco. Di fatto il forame (ovvero un foro) ovale (per la forma) pervio è un disturbo molto comune, non sempre diagnosticato e che permette una vita normale. Si nasce spesso con tale anomalia che comporta la circolazione di sangue da un atrio all’altro del cuore senza passare dal “filtro” fisiologico dei polmoni.

Solitamente tale foro si richiude nei primi giorni di vita (impedendo così al sangue di mescolarsi) o al più tardi nell’arco di qualche mese o un anno. Quando questo non accade si parla di una malformazione congenita cardiaca, che però, soprattutto nei bambini non desta solitamente problemi. E’ solo da qualche anno che gli studiosi hanno rilevato un rischio maggiore di ictus ischemico nelle persone colpite da Pfo, e non solo. Spiega meglio il prof. Guidalberto Guidi, cardiologo della clinica Fornaca di Torino e medico fiduciario della Juventus FC:

“ quando il forame ovale pervio non si richiude da solo, nella vita adulta può accadere che microtrombi, magari formatisi in seguito ad ematomi da trauma, possano passare indisturbati dal sangue venoso al sangue arterioso e andare ad embolizzare e ostruire il flusso in qualche arteria, se avviene nel cervello si manifesta l’ischemia cerebrale. Inoltre, circa il 5 per cento dei giovani affetti da cefalea ricorrente sono portatori di questa piccola ma subdola patologia cardiaca. Tra le conseguenze gravi, la principale è l’ischemia cerebrale, cioè la mancanza di flusso sanguigno nel tessuto cerebrale, con effetti che possono essere transitori, (Tia transient ischemic attack) oppure permanenti, la cui gravità dipende dalla localizzazione e dall’estensione della zona ischemica.”

Solitamente per effettuare una diagnosi basta fare un ecocardiogramma (magari anche tridimensionale o nei casi più complessi trans esofageo), mentre non sono evidenti sintomi clinici e non è rilevante l’elettrocardiogramma. Data l’incidenza delle anomalie cardiache e visto che si stima che solo questa colpisca il 25% della popolazione adulta con i rischi correlati, in alcune strutture sanitarie ed in casi di familiarità con malformazioni del cuore si effettua anche uno screening neonatale, con successivi controlli fino alla chiusura del foro, laddove si riscontrasse. La terapia se questo non avviene è sempre chirurgica, come dovrebbe avvenire per l’attaccante del Milan Cassano? Prosegue Guidi:

“in caso di Fpo è possibile rimediare al difetto senza la necessità di un intervento chirurgico: assumendo basse dosi di aspirina per prevenire i trombi e con un semplice posizionamento di un “ombrellino” tra gli atri, per via vascolare percutanea, tramite un sottile catetere in anestesia locale. Ma bisogna prestare sempre attenzione alla prevenzione dell’ictus: è fondamentale consultare sempre il medico in caso di cefalea ricorrente o persistente, eseguire l’ecodoppler delle carotidi dopo i 50 anni ed anche più precocemente in caso di concomitanti patologie metaboliche come diabete o dislipidemia”.

 

 

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