Fibrillazione atriale, sintomi

di Valentina Cervelli Commenta

Quali sono i sintomi della fibrillazione atriale? Scopriamo più da vicino questa malattia, le sue manifestazioni e in che modo può influenzare la vita di una persona che ne soffre.

persona disegna cuore

Sintomi della fibrillazione atriale

I sintomi della fibrillazione atriale coinvolgono tutto l’organismo. In alcuni casi il disturbo cardiaco è asintomatico ed i pazienti non si rendono conto di soffrire di questa particolare condizione fino a che non interviene un episodio acuto grave o la fibrillazione atriale non viene diagnosticata dal medico durante un esame obiettivo.  La sintomatologia più frequente è la seguente

  • palpitazioni (la sensazione del cuore in gola, N.d.R.)
  • battito cardiaco irregolare,
  • svenimento,
  • debolezza,
  • confusione,
  • stordimento,
  • dolore al torace,
  • difficoltà a camminare,
  • risveglio improvviso,
  • ansia,
  • difficoltà a respirare.

Di solito la prima sensazione che si prova è quella di stanchezza e confusione. Il cuore, non battendo in modo regolare, non riesce ad ossigenare l’intero organismo con tutte le problematiche che ne conseguono.

Cosa è la fibrillazione atriale

Sotto il nome di fibrillazione atriale è riconosciuto un battito cardiaco irregolare ed accelerato che ha origine dagli atri, o camere cardiache superiori. In questo modo le stesse non riescono a pompare tutto il sangue verso l’esterno in modo corretto, aumentando il rischio della formazione di coaguli ed una generale sensazione di malessere di chi è affetto da questo disturbo.

Conseguenze della fibrillazione atriale

Come anticipato il battito irregolare del muscolo cardiaco non porta solo alla manifestazione dei sintomi sopra citati ma è fattore di rischio per la formazione di coaguli. Se non tenuta sotto controllo la situazione può degenerare in infarto o in ictus, con importanti conseguenze sulla salute della persona.  Per evitare ciò è importante trattare la fibrillazione atriale a seconda della sua gravità e delle necessità del paziente. Si può optare per una terapia farmacologica o in alcuni casi più importanti intervenendo con un’ablazione chirurgica.

Fonte | Medicinenet.com

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