Malattie cardiache, poco potassio e tanto sodio aumentano il rischio

di Tippi Commenta

Poco potassio e troppo sodio sarebbero una combinazione pericolosa, poiché aumentano il rischio di malattie cardiache. A sostenerlo, è una ricerca condotta dai Centers for Disease Control and Prevention (CDC), diretta dalla dottoressa Elena Kuklina e pubblicata su “Archives of Internal Medicine”.

Il team di studiosi, ha esaminato ben 12 mila volontari, che ha tenuto sotto osservazione per 15 anni, tenendo conto dello stile alimentare e dello stato generale di salute. Alla fine dell’indagine, è emerso come 2 mila 270 persone siano morte, di cui mille e 250 a causa di problemi cardiaci, come malattie, ictus o coaguli di sangue, e l’alimentazione giocava un ruolo fondamentale.

Come ha spiegato la dottoressa Kuklina:

Quelli che consumano molto sodio e poco potassio hanno il 50% di probabilità in più di morire prematuramente e circa il 200% di probabilità in più di morire per un attacco di cuore, rispetto agli altri. Sodio e potassio, fra loro, si bilanciano. Se il sodio alza la pressione, il potassio l’abbassa. Se il sodio incrementa la ritenzione idrica, il potassio svolge un’azione opposta. I due devono essere in perfetto equilibrio.

L’indagine, inoltre, ha gettato nuova luce sul rapporto tra il cibo e i due sali minerali. Gli alimenti trattati, conservati e lavorati, infatti, tendono a ridurre troppo il potassio e ad aumentare eccessivamente il sodio. Per bilanciare i valori, allora, i ricercatori consigliano di consumare frutta e verdura fresca come spinaci, uva, banane, spinaci, e patate.

Le banane, ad esempio, oltre ad essere ricche di fibre e vitamine A, B1, B2, C e PP, sono una miniera di potassio, calcio, fosforo e ferro. Aiutano, infatti, ad abbassare la pressione sanguigna, a regolare le funzioni cardiache e a rafforzare ossa e vista. Inoltre, l’apporto di energia della banana è immediato. Non a caso è indicata anche 40 minuti dopo l’attività fisica per rinvigorire i muscoli grazie all’apporto del glicogeno.

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