Terapia testosterone e infarto, c’è correlazione?

di Valentina Cervelli Commenta

Sempre più uomini vengono sottoposti a terapie a base di testosterone per diversi disturbi. Questo ha degli effetti sull’organismo? Vi sono correlazioni con il rischio di infarto? Scopriamolo insieme. Gli esperti sembrano infatti essere divisi sul tema.

 

Quale è la correlazione tra infarto e testosterone

Molti pazienti si chiedono come i livelli di testosterone possano influenzare la salute cardiaca. Diverse ricerche hanno mostrato come in dosi non eccessive il testosterone aiuta a tenere il colesterolo basso, a dimagrire ed a limitare le infiammazioni. Allo stesso tempo però può portare negli uomini ad una maggiore ritenzione idrica, che può condurre ad una condizione di pressione alta che è fattore di rischio per l’infarto.

Diversi studi, conclusioni differenti

Uno studio condotto dall’Università del Texas sostiene che non vi siano correlazioni tra il rischio di infarto e la terapia a base di testosterone, in completa opposizione con quella dell’UCLA che invece spiega come il rischio di un evento cardiaco avverso raddoppi. I risultati come è possibile notare sono in conflitto tra loro e questo potrebbe dipendere anche dai fattori presi in considerazione e dal tipo di campione messo sotto la lente di ingrandimento. Nel primo infatti si è analizzato un campione di 6mila persone con più di 65 anni sottoposto a terapia di testosterone e lo si è comparato con 19mila persone della stessa età ma non sottoposte a tale cura. Nello studio californiano, basato sui dati di 65mila individui, sono stati inseriti anche i giovani che soffrivano di malattie cardiache pregresse.

Perché i risultati sono opposti

Il perchè di risultati così diversi richiama i due diversi modi nei quali gli studi sono stati condotti. La diversità del campione, il differente intervallo di tempo nel quale i livelli di testosterone sono stati testati per comprendere se aumentassero il rischio di infarto. Nello studio texano il rischio è stato calcolato su un periodo di follow up della durata di 8 anni. In quello californiano appena 90 giorni.

Perché sottoporsi ad una terapia a base di testosterone

La terapia a base di testosterone è utile negli uomini che soffrono di bassi livelli di questo ormone. Esso è basilare per la produzione di sperma ed è necessario per il mantenimento di muscoli ed ossa sane. Il testosterone basso può causare problemi di natura sessuale e comportamentale all’uomo. Secondo gli esperti bassi livelli di tale ormone non devono essere considerati una malattia ma gli effetti di questa condizione devono essere conosciuti per comprendere se eventuali problemi fisici o psicologici dipendano da ciò. E’ importante notare come i livelli di testosterone nel sangue possano cambiare e quindi per avere una stima certa degli stessi sia necessario eseguire i test nelle prime ore della mattina.

A chi è prescritta la terapia a base di testosterone

La terapia a base di testosterone è prescritta a chi presenta un deficit di testosterone correlato a patologie dell’ipotalamo e della ghiandola pituaria. Ma anche per coloro che ne hanno bisogno per migliorare la propria vita sessuale e la loro fertilità.

Testosterone e infarto, bisogna avere paura?

Non bisogna avere paura di sottoporsi ad una terapia a base di testosterone secondo gli esperti, a patto che il medico che la prescrive sottoponga prima ad una serie di controlli la persona che deve assumerla. Essa è in commercio in soluzione iniettabile, in gel ed addirittura in compresse. Se i livelli di testosterone sono davvero bassi, questo approccio è uno dei migliori da seguire, perché i benefici superano di gran lunga i rischi. Se nella storia medica di una persona vi è un infarto pregresso, è bene non prescrivere tale terapia onde evitare stress all’organismo e possibili conseguenze cardiache. In caso di familiarità con malattie cardiache è altresì consigliato di astenersi dall’assunzione o di procedere solo se ve ne sia davvero bisogno.

Photo Credit | Thinkstock

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