Col riscaldamento globale l’Europa è a rischio febbre dengue, malaria e febbre gialla

di Marco Mancini 1

L’aumento delle temperature globali potrebbe stare già aiutando le malattie infettive a diffondersi verso Nord, secondo un rapporto degli scienziati europei dell’European Academies Science Advisory Council (EASAC).

La relazione collega le temperature più calde con la diffusione della febbre dengue, febbre gialla, malaria e anche peste in Europa.

Le influenze fondamentali dei cambiamenti climatici sulle malattie infettive può già essere individuata ed è probabile che nuovi vettori e agenti patogeni emergeranno e si stabiliranno in Europa entro i prossimi anni

dice la relazione. Il gruppo di studio è formato da 26 accademie nazionali della scienza indipendenti di tutta l’Unione europea. Gli esperti climatici delle Nazioni Unite consigliamo di ridurre le emissioni di carbonio per evitare l’aumento delle temperature globali oltre i 2 gradi Celsius, sopra cioè i livelli pre-industriali.

Ma le prospettive di successo sembrano scarse, con i negoziati internazionali sul clima che fanno lenti progressi. Quando la temperatura aumenta, gli insetti che trasportano le malattie si sviluppano e maturano più velocemente, producendo più prole. Anche se la relazione è prudente nel fare un nesso di causalità tra il riscaldamento globale e la diffusione della malattia, il presidente dell’EASAC ha affermato che il rischio era innegabile e ha richiesto ulteriori ricerche.

Per me non fa differenza come lo chiamano, ma che abbiamo avuto una temperatura più elevata negli ultimi 20-30 anni è documentato. Queste temperature superiori prevedono la crescita e la produzione di vettori e virus più veloci, e ciò causerà più malattie

dice il dottor Volker ter Meulen, presidente EASAC. Qualche esempio lo abbiamo già avuto, come l’aumento delle temperature in Europa che fornirebbe nuovi habitat per una zanzara che trasmette la febbre gialla, il virus del Nilo occidentale, la febbre dengue e l’encefalite, di cui alcuni casi si sono registrati negli ultimi anni anche in Italia. La zanzara stessa è stata collegata a più di 200 casi europei di Chikungunya, un virus che causa una febbre che colpisce le articolazioni. La Commissione europea sostiene la ricerca supplementare, ha aggiunto Peteris Zilgalvis, capo dell’unità di ricerca della Commissione sulle malattie infettive, che ha concluso:

L’impatto è inevitabile. E’ necessaria un’azione concertata sia a livello UE che nazionale, perché le malattie infettive non si fermano ai confini.

[Fonte: Health24]