Ebola, registrato primo caso in Senegal

di Valentina Cervelli Commenta

Continua ad espandersi da un paese all’altro l’epidemia di ebola che ha colpito l’Africa. In queste ore è stato infatti registrato il primo caso in Senegal. Si tratta di uno studente universitario venuto a contatto con dei malati in Guinea dove il virus è ampiamente diffuso.

A confermare il contagio ci ha pensato il ministro della salute, Awa Marie Coll Seck specificando che il ragazzo è già stato posto in quarantena onde evitare ulteriori contagi. Il Senegal aveva chiuso i suoi confini rispetto agli stati colpiti dall’epidemia di ebola. Le autorità sanitarie, oltre ad aver allertato l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sono contemporaneamente al lavoro per comprendere quando e dove il ragazzo sia riuscito a raggiungere il paese. Per ciò che concerne l’Europa, intanto, il portavoce del commissario europeo alla salute, Tonio Borg, sottolinea che nonostante la presenza di alcuni casi sospetti nel nostro continente, appare “molto improbabile che il virus ebola raggiunga l’Europa”. Vi è, secondo l’esperto, un “basso rischio di essere contagiati”. Tutto questo è dovuto, fortunatamente, ad una diversa organizzazione dei sistemi sanitari europei ed alla completezza degli strumenti di prevenzione dell’eurozona. I tre cittadini europei finora risultati malati, sono tutte persone che hanno contratto la malattia prima di tornare nei propri paesi d’origine.

Questo non significa che si debba abbassare la guardia. L’epidemia di ebola in corso in Africa occidentale è la più grave mai registrata dal 1973. I morti sono già oltre 1500 e nella sola ultima settimana i contagi registrati sono stati 500. Come spiega l’ultimo rapporto redatto dall’Organizzazione Mondiale della Sanità:

Ci sono dei seri problemi con la gestione dei casi e con la prevenzione e il controllo dell’infezione. La situazione in Liberia e Sierra Leone sta peggiorando.

Questi due paesi sono tra i più colpiti e nonostante l’invio di materiale sanitario dall’estero e l’impegno del personale specializzato, assistere i malati si fa ogni giorno sempre più difficile.

Photo Credit | Thinkstock

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>