Epidemia di Escherichia coli, la situazione in Italia

di Marco Mancini 4

Cominciamo con il tranquillizzare tutti: in Italia non si sono registrati casi di Ehec, la forma di Escherichia coli che ha causato il ricovero di circa 1000 persone in Germania ed il decesso di 6 pazienti. E allo stato attuale sembra anche difficile un contagio nel nostro Paese, anche se le autorità sanitarie preferiscono non escludere nessuna possibilità.

La situazione dell’epidemia vede segnalazioni in altri 6 Paesi dell’Unione Europea, oltre alla Germania. Ci sono infatti anche Svezia, Danimarca, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Austria e Svizzera, ma qui c’è il primo interrogativo, stranamente non c’è la Spagna. Eppure i cetrioli “incriminati”, quelli che si diceva potessero essere i vettori del batterio killer, sono partiti proprio da lì.

Non c’è alcuna prova che la contaminazione dei cetrioli provenienti dall’Andalusia si sia prodotta nel paese d’origine

afferma il ministro spagnolo dell’Agricoltura, Rosa Aguilar, la quale è supportata da addetti ai lavori e persino dalla Commissione europea che sta indagando sulla vicenda, i quali non escludono che la contaminazione sia avvenuta direttamente in Germania. Javier Lopez, manager di una delle due aziende coinvolte, afferma di essere venuto a conoscenza di un episodio che potrebbe essere alla base di tutta questa vicenda. Pare infatti che un camion di cetrioli spagnoli, in seguito ad un incidente, abbia rovesciato il suo carico. Il cliente però ha deciso di rimettere la merce sul camion e venderla ugualmente. Ma probabilmente nella caduta gli ortaggi potrebbero essere venuti in contatto con del letame, uno dei vettori principali dell’Escherichia coli, o con qualsiasi altro agente portatore del batterio. Fatto sta che, una volta venduti, questi cetrioli sono stati consumati senza essere stati lavati a dovere, e per questo hanno portato alla sindrome emolitica uremica (Hus) o alle altre forme della malattia.

Ma la situazione in Italia com’è? A rispondere a questa domanda è Stefania Salmaso, direttore del Centro nazionale di epidemiologia dell’Istituto superiore di sanità:

In Italia il pericolo è limitato. Tuttavia abbiamo attivato la nostra rete di epidemiologia e sorveglianza. Qualsiasi caso sospetto verrà segnalato dalle strutture sanitarie al Registro nazionale della Hus e i campioni diagnostici saranno inviati al laboratorio nazionale di riferimento per E. Coli presso l’Istituto superiore di sanità.

L’Italia non è esente da contagi. Negli ultimi 22 anni se ne sono registrati 710, ma in ogni caso basta poco per preservare la propria salute: basta lavare bene gli alimenti e le proprie mani prima di mangiare.

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[Fonte: Repubblica]

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