Gonorrea resistente ad antibiotici

di Valentina Cervelli Commenta

Un ceppo di gonorrea resistente agli antibiotici si sta diffondendo nel nord dell’Inghilterra: un importante focolaio è stato scoperto a Leeds. Questa malattia è una piaga del sistema sanitario inglese da molti anni, ma fino ad ora le autorità non si erano imbattute in un simile problema.

Il fatto che questo batterio non risponda ai farmaci che solitamente si rivelavano efficaci nella sua cura fa temere il nuovo ceppo: al momento 12 casi sono già stati confermati nella cittadina sopracitata mentre altri 4 sono stati riscontrati in altrettante persone a Macclesfield, Oldham e Scunthorpe. La paura dei medici è che in realtà possano essere molti di più, calcolando che la gonorrea è una malattia a trasmissione sessuale e che notoriamente le persone purtroppo non comprendono l’importanza del sesso sicuro e quindi dell’utilizzo del preservativo.

La terapia di elezione per questa patologia è l’azitromicina, che di solito viene utilizzata insieme a un altro farmaco, il ceftriaxone. L’epidemia di questo ceppo resistente agli antibiotici di gonorrea è iniziata a marzo, e l’Associazione britannica per la salute sessuale e l’Hiv ha reso noto che tutti i casi registrati sono occorsi in persone eterosessuali, alcune delle quali hanno avuto contatti intimi con altre provenienti da altre parti d’Inghilterra. Commenta Peter Serra, specialista in malattie a trasmissione sessuale:

I casi non sono molti, ma è la prima volta che la questione ha risonanza nazionale. Se questo diventasse il ceppo predominante nel Regno Unito, saremmo in grande difficoltà, quindi dobbiamo essere molto meticolosi nel tracciare i contatti avuti da tutti i pazienti.

La gonorrea, lo ricordiamo, è causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae ed è conosciuta in Italia anche con il volgare nome di “scolo”. Al momento le persone colpite sono in trattamento con differenti antibiotici. La paura degli esperti è che l’agente patogeno possa mutare nuovamente creando nuove resistenze che renderebbero difficile controllare future epidemie.

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