Influenza, siamo vicini al picco e spunta un terzo virus

di Marco Mancini 1

Italiani, tenete duro, il picco dell’influenza è vicino, e poi potremo stare un po’ più tranquilli. Ad annunciarlo è il sistema Influnet, un osservatorio sull’influenza in Italia, che finora sta rilevando dati che confermano le previsioni. La settimana appena trascorsa (10-16 gennaio) è stata quella che ha registrato più casi in tutto il Paese, circa 349 mila, con un’incidenza media di 5,82 casi ogni 1000. Una tendenza a salire e che continuerà ad aumentare anche nella settimana in corso e nella prossima, fino a toccare il suo massimo entro 10-15 giorni.

La fascia più colpita è quella dei più piccoli, tra 0 e 4 anni, in cui l’incidenza è di 10,57 casi su 1000 assistiti, seguita da 5-14 anni (7,92/1000), 15-64 (6,17) e over 65 dove si sono registrati solo 1,88 casi ogni mille. A parte quest’ultima fascia d’età, spiegano i medici, tutte le altre vedono un incremento rispetto alle settimane scorse, segno che ci stiamo avvicinando al picco.

La scorsa settimana infatti gli italiani costretti a letto dall’influenza sono stati 270 mila, la settimana precedente 230 mila, e proprio come secondo le previsioni, è bastato che riaprissero scuole, asili e uffici dopo le feste natalizie per far diffondere il virus molto rapidamente. Un virus che, contrariamente agli allarmismi, è come al solito quello della influenza stagionale che colpisce migliaia di volte più spesso rispetto a quello dell’influenza A H1N1.

Ma un nuovo allarme potrebbe essere lanciato proprio dalla Puglia dove il virus dell’influenza suina ha fatto più vittime. Secondo quanto riporta oggi l’edizione di Bari del quotidiano Repubblica, l’assessore regionale alla sanità Tommaso Fiore “non esclude un processo di remixing”. In pratica la maggiore aggressività del virus nella regione Meridionale, a differenza del resto del Paese, è dovuto ad un fenomeno temuto in passato: la nascita di un terzo virus risultato della mescolatura tra quello della normale influenza stagionale e l’A H1N1. Ancora non ci sono certezze di questo avvenimento, ma i medici tendono a non escluderlo.

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