Influenza suina, 2 miliardi di persone potenzialmente a rischio

di Paola Commenta

foto: Ansa

Il livello di guardia si sta abbassando in tutto il mondo. Nuovi contagi non sembrano esserci, anche se nelle ultime 24 ore il numero dei casi riguardanti il virus A H1N1 sono saliti a quota 2.099, quasi 500 in più rispetto al giorno prima, mentre le morti accertate sono salite da 30 a 44. Ma intanto in Messico riaprono gli edifici pubblici ed in Europa tutti tirano un sospiro di sollievo perché sembra che per ora non compaiano nuovi casi.

Per ora, appunto. Secondo Keiji Fukuda, vicedirettore generale dell’Oms, il virus potrebbe ritornare di nuovo e più forte di prima. Se questo dovesse accadere, e dovesse trovare il livello di allerta abbassato, c’è il pericolo di una possibile pandemia che riguarderebbe un terzo della popolazione mondiale, cioè circa due miliardi di persone.

Il rischio, come da più parti indicato nei giorni scorsi, riguarda il periodo appena successivo all’estate, quando i virus della nuova influenza potrebbe mescolarsi con il virus normale, e creare lo scompiglio tra la popolazione. Lo scenario è semplice da immaginare: al primo sintomo influenzale (ed in tutto il mondo le persone che lo avvertono ogni anno sono centinaia di milioni) ci si recherebbe subito in ospedale; la congestione sarebbe istantanea; i medici tenderebbero a sottovalutare l’entità del pericolo, ed infine i casi di decessi sarebbero innumerevoli.

Per questo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha chiesto alle case produttrici di vaccini antinfluenzali di interrompere momentaneamente la produzione del prossimo vaccino, e concentrarsi invece su quello dell’influenza suina, in maniera tale da far trovare una barriera al ritorno del virus. Sempre che nel frattempo non sia mutato, come ha già fatto in passato.

Intanto in Italia si sospetta un sesto caso. Non ci sono dettagli sulla città, l’età o il sesso del malato, ma la conferma della preoccupazione arriva direttamente dal Sottosegretario alla Salute Ferruccio Fazio, che ha dichiarato che il sospetto c’è, ma le analisi per le conferme ancora non sono pronte. In Russia invece, uno dei pochi grandi Paesi ancora non colpiti dal virus, pare sia già pronto un test per diagnosticare in breve tempo la nuova influenza. Secondo il Ministero della Salute, sono già 12 mila i test sperimentali pronti, i quali potrebbero risolvere il problema più grosso: la lentezza nei controlli, che è stata una delle cause maggiori dell’allarme delle scorse settimane.

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