Influenza suina, ecco cosa dobbiamo sapere

di Marco Mancini 2

I titoli sull’influenza suina fanno presa in tutto il mondo. Essi sono già stati esportati in almeno tre continenti, facendo convincere mezzo mondo che effettivamente i suini c’entrino qualcosa. Ci sono così tante domande senza risposta che è difficile anche affrontare la questione: da dove proviene ? In che misura dobbiamo essere preoccupati? C’è la possibilità che diventi un grande, perenne problema di salute a livello mondiale? Queste sono le domande che in mezzo mondo oggi ci si pone. Quindi, ecco un veloce riepilogo su ciò che c’è da sapere sull’influenza suina, e che cosa si può fare per proteggersi da essa.

Al momento, si crede che l’influenza provenga da un virus suino trasferitosi sull’uomo, e che è difficile che colpisca lontano dal Messico: con decine di decessi accertati per la malattia, e con molti migliaia di ricoveri, il Paese può essere considerato l’attuale epicentro della malattia. Ci sono oltre 200 casi segnalati fuori dai due grandi Paesi colpiti (compresi gli Stati Uniti), di cui molti anche in Europa, che ha per ora rilevato solo casi miti e guaribili in pochi giorni.

La radice dell’influenza suina deve ancora essere confermata, ma le teorie abbondano. Il Wall Street Journal ha dichiarato a tal proposito che l’influenza suina ha

fatto ammalare centinaia di persone con un misterioso contagio. Ma questo in realtà è ben conosciuto: il virus è insolitamente costituito dal materiale genetico del virus dell’aviaria, suino e umano, che si può trasmettere da persona a persona, e in molte persone fa scattare solo lievi sintomi simil-influenzali.

Ma dove ha origine? David Kirby ha alcune idee, ed esse coinvolgono la CAFOs (confined animal feeding operations), cioè le operazioni sull’alimentazione degli animali d’allevamento. Ci sono centinaia di queste operazioni sui suini in Messico. Secondo loro più animali saranno racchiusi insieme, e più c’è il rischio che il virus si diffonderà tra le persone che lavorano a contatto con essi.

Anche in questo caso, i suggerimenti sulle origini della malattia restano teorici, ma in qualche modo questo particolare ceppo è emerso quando il virus suino si è mescolato con un ceppo di influenza Eurasiatica, e più precisamente con i geni dell’influenza aviaria.

Ma ciò che più sta a cuore alla popolazione è sapere come proteggersi da essa. E’ molto semplice, basta seguire gli stessi metodi per proteggersi dal raffreddore comune. Un singolo starnuto emana circa 100.000 goccioline in aria a circa 140 Km/h, che si posano sulle maniglie delle porte, corrimano delle scale, pulsanti dell’ascensore, ringhiere scale mobili, manico del carrello del supermercato, ecc.

Le cautele, già spiegate anche in un altro articolo più dettagliatamente, sono molto elementari; lavarsi le mani spesso, evitare posti molto affollati e riconoscere i sintomi negli altri, per evitare di stare troppo a contatto. Importante anche riconoscere i sintomi su sè stessi (febbre, dolori muscolari, mal di gola, tosse, rinorrea, vomito, diarrea e letargia) per potersi far visitare da un medico. Un’ultima cosa: questa malattia è interamente curabile, che non è un aspetto trascurabile.

[Fonte: Treehugger]

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