Sigarette: in Italia si fuma meno

di Marco Mancini Commenta

Una buona indicazione arriva oggi dal Ministero della Salute, in merito all’osservazione del fenomeno del fumo. Secondo i dati ministeriali infatti, nonostante dall’entrata in vigore della legge sul divieto di fumo in pubblico (anno 2003) i fumatori siano rimasti costanti, c’è un evidente calo nella vendita delle sigarette. In pratica coloro che non fumano più equivalgono al numero dei nuovi fumatori, ma complessivamente, probabilmente anche a causa dei rincari delle sigarette, i pacchetti venduti sono di meno (-12%), segno che le nuove norme stanno dando gli effetti sperati.

L’anno di riferimento dell’osservazione è il 2009, e qui si calcola che circa il 22-23% della popolazione, dunque più di un italiano su 5, non riesca a stare senza fumare. Il range tra i 25 ed i 34 anni, quando cioè il vizio del fumo si è stabilizzato e non è più solo una moda adolescenziale, ma ancora non si è nemmeno troppo anziani da dover interrompere il vizio a causa di qualche patologia, è quello più attratto dalla sigaretta, dato che sembra l’unica fascia d’età che rileva un incremento nella vendita delle sigarette. Probabilmente è dovuto proprio al fatto che sotto i 25 anni i ragazzi non possono permettersi di spendere così tanto per questo che ormai è diventato un lusso, e sopra i 34 gli adulti cominciano a preoccuparsi della propria salute, e forse le scritte come “il fumo uccide” fanno più effetto.

Rispetto al 2009 si calcola che nell’ultimo anno siano stati venduti circa 106 milioni pacchetti di sigarette in meno, pari al 2,2%. Numeri che fanno ben sperare, e che pare facciano piacere all’attuale Ministro della Salute, Ferruccio Fazio:

A sei anni dall’entrata in vigore della legge è ancora efficace la protezione dei non fumatori dall’esposizione al fumo passivo, ma occorre mantenere e migliorare i risultati conseguiti, tenuto conto di segnali di allerta per quanto riguarda la prevalenza dei fumatori. [I risultati] se da un lato sono incoraggianti, dall’altro mostrano quanto ci sia ancora da fare e sia necessario mantenere alta l’attenzione di istituzioni, mezzi di comunicazione e cittadini sull'”epidemia di tabagismo”, secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità.

E noi di Medicinalive sicuramente continueremo a tenere alto il livello di attenzione.

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[Fonti: Corriere della Sera; Italia News]

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