Dopo un ictus si sveglia e sembra parlare italiano, ma è scozzese: ecco la Sindrome dell’accento straniero

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Sindrome da accento straniero? La donna che vedete nella foto è veramente speciale: ha 48 anni e lo scorso Novembre ha avuto un ictus ed al suo risveglio si è ritrovata a parlare italiano (o meglio con un accento riconducibile a questa lingua), pur non avendo mai visitato il nostro Paese o fatto un corso per studiarne l’idioma. E’ questa la cosiddetta “sindrome dell’accento straniero” che sembra colpire solo 60 persone in tutto il mondo e si manifesta dopo una lesione cerebrale, proprio come un ictus oppure dopo una violenta emicrania.

In realtà, va detto, il danno neurologico non rende capaci di parlare un’altra lingua, ma altera le possibilità di esprimersi verbalmente come al solito: si sviluppa cioè un disturbo del linguaggio che provoca dei suoni riconducibili ad idiomi stranieri (pensiamo alla erre “moscia” francese ad esempio), o un’intonazione che può essere tipica del linguaggio italiano. Attualmente non esiste una cura per la sindrome da accento straniero, ma la condizione in alcune persone è regredita nell’arco di un paio di anni. Per altri è rimasta, dipende dalla gravità del colpo iniziale e dalla capacità di recupero del cervello del singolo individuo.

La signora Debbie Mc Cann (questo il nome della protagonista della storia di oggi) si impegna in riabilitazione e logopedia, anche perché la malattia le ha lasciato altre complicanze: una debolezza su tutto il lato destro del corpo, un’alterazione dei movimenti del viso, nonché una difficoltà a scrivere anche in inglese, manca ad esempio delle lettere “a”. Questa patologia ha però anche un risvolto sociale, ed è quello che inizialmente ha pesato di più alla donna, come ha raccontato in un’intervista:

“Le prime due settimane, non riuscivo proprio a parlare ed è stato molto frustrante. Quando mi è tornata la voce, mi sembrava cinese. Non ci potevo credere. Ora, la gente dice parlo come se fossi in Italia, tuttavia, non sono mai stata in nessuno di questi due luoghi. Inizialmente in casa ci abbiamo riso, ma poi per me è diventato un incubo. Mi creava molto imbarazzo parlare con la gente, anche per telefono. Quando ho chiamato un ufficio per l’assegno di invalidità, l’impiegata mi ha chiesto da dove venivo. Ho detto da Glasgow e la signora ha insistito: “No, di dove sei originariamente “. Ho dovuto spiegare che ero affetta dalla sindrome dell’accento straniero. Col passare del tempo mi sono abituata ora mi sento più a mio agio, anche ad uscire da sola. Sto facendo logopedia ed ogni giorno mi sveglio sperando che la mia vecchia voce tornerà”.

In bocca al lupo Debbie!

[Fonte: Daily Mail; Foto Caters News Agency per Daily Mail]

 

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