Ormone della crescita, Giornata Nazionale il 21 maggio

di Valentina Cervelli 1

 Il prossimo 21 maggio si celebrerà la Seconda Giornata Nazionale di Sensibilizzazione sull’utilità dell’Ormone della Crescita, una iniziativa  promossa dall’A.Fa.D.O.C. onlus , al momento l’unica associazione non profit italiana sotto la quale si riconoscono e si promuovono iniziative volte a coloro che  soffrono di deficit dell’ormone della crescita e altre patologie ad esso correlate ed alle loro famiglie.

Si tratta di una manifestazione che coinvolgerà le maggiori piazze italiane e che intende abbattere il muro di ignoranza  presente sulla tematica.

L’iniziativa è ovviamente volta alla sensibilizzazione ed alla informazione relativa a tutte quelle malattie che compromettono il normale sviluppo fisico dei bambini, in modo da curarle e prenderle per tempo, abbattendo le conseguenze di un intervento non tempestivo.

Parliamo della sindrome di Turner, del panipopituarismo, e l’Sga, solo per citarne alcune. Tutte malattie rare, poco conosciute e per questo spesso e volentieri non riconosciute con facilità. Non solo iniziative di informazione quindi, ma anche una raccolta di fondi per la ricerca, indispensabile sotto ogni punto di vista per curare queste patologie insidiose per la vita dei bambini.

Spiega Cinzia Sacchetti, presidente dell’Associazione:

Gli ottimi risultati della Prima edizione della Giornata ci hanno spinto a proseguire anche quest’anno l’attività di informazione e sensibilizzazione sulle malattie di cui si occupa la nostra Associazione e che sono spesso causa di profondo disagio psicologico. Tutte le condizioni che compromettono la naturale crescita dei bambini rappresentano una fonte di stress e di disagio non solo per loro, ma anche per gli adulti che li accudiscono.

Non si tratta semplicemente di un problema di bassa statura a livello fisico,  dipendente dal fatto che il corpo si sviluppi o meno adeguatamente, si tratta in molti casi anche di un problema psicologico. Il bambino crescendo, sviluppa in concomitanza della patologia una sbagliata percezione di sé, aumentando l’immagine di “immaturità” che viene a crearsi, nei confronti dei coetanei e degli ambienti famigliari. Un esempio? Un atteggiamento estremamente protettivo da parte dei genitori che porta ad un legame troppo dipendente. Motivo per il quale, al pari della ricerca è necessario sviluppare una conoscenza della materia ed iniziative volte anche ai famigliari dei malati.

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Fonte: La Stampa

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