Individuato metodo per combattere la distrofia muscolare con le cellule staminali

di Paola Commenta

Pare proprio che Barack Obama abbia ottenuto la sua prima vittoria nella lotta a favore delle cellule staminali. Un gruppo di ricerca dell’Università di Boulder, Colorado, ha identificato un tipo di cellule staminali del muscolo scheletrico, che contribuisce alla riparazione dei muscoli danneggiati nei topi. Questa scoperta potrebbe avere importanti implicazioni per curare i feriti, i malati o l’invecchiamento del tessuto muscolare negli esseri umani, compresi i danni della distrofia muscolare.

Le cellule staminali si trovano all’interno di popolazioni di cellule satelliti, le quali a loro volta si trovano tra le fibre muscolari del tessuto connettivo circostante. Queste sono responsabili della riparazione e della manutenzione dei muscoli scheletrici, secondo quanto spiegato dal professor Bradley Olwin, docente di biologia cellulare alla Boulder.

Quando le fibre muscolari sono ammalate o traumatizzate, le cellule satellite si dividono per tentare la riparazione del muscolo. La popolazione delle cellule staminali identificate dal team americano entra in questo gruppo satellite e riesce a rinnovarne la popolazione ferita attraverso una semplice iniezione di cellule muscolari. Questo contribuisce al pieno recupero del tessuto muscolare, notato finora nei topi di laboratorio.

Questa ricerca mostra come le cellule satelliti possono mantenere la loro popolazione davanti ai tessuti feriti. La speranza è che questo nuovo metodo ci consentirà di riparare il tessuto muscolare scheletrico danneggiato o malato.

Un documento sul tema è stato pubblicato sulla rivista Cell Stem Cell. Le cellule staminali si distinguono per la loro capacità di rinnovarsi attraverso la divisione cellulare e di differenziarsi dagli altri tipi di cellule specializzate. Nel tessuto muscolare scheletrico sano, la popolazione delle cellule satellite è mantenuta costante, il che ha portato i ricercatori a credere che almeno una parte delle cellule nel topo includeva le cellule staminali.

Per lo studio, i ricercatori hanno iniettato 2500 cellule satellite nei topi con il tessuto muscolare ferito. La scoperta è stata che il 75% delle cellule satelliti sono state riprodotte. Questo ha dimostrato che le cellule satellite iniettate erano in grado di rinnovare lo stato normale cellulare.

Il punto chiave qui è che non solo c’è la riparazione dei tessuti, ma abbiamo iniettato una permanente possibilità di “auto-rinnovarsi” della popolazione di cellule staminali. Un vantaggio nell’utilizzare questa tecnologia è che siamo in grado di utilizzare un numero relativamente piccolo di cellule staminali, e che queste sono in grado di fare il proprio lavoro con un piccolo numero di iniezioni, in alcuni casi anche con una sola.

La ricerca ha implicazioni per una serie di malattie umane. Nella distrofia muscolare, ad esempio, la perdita di una proteina chiamata distrofina causa l’indebolimento del muscolo che letteralmente si strappa, un processo che non può essere curato senza l’intervento cellulare. Anche se iniettate le cellule nelle fibre muscolari, la riparazione ed il mantenimento richiedono ulteriori iniezioni di cellule, ancora da definire.

Fonte: [Sciencedaily]

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