Shock settico, raffreddamento esterno abbatte mortalità

di Valentina Cervelli 1

 Lo shock settico è una condizione che si verifica nel nostro organismo quando una infezione causa un improvviso abbassamento della pressione sanguigna. Spesso mortale in persone gravemente malate ed affette da sepsi, può essere causato da qualsiasi tipo di batterio. E’ stato recentemente notato come il raffreddamento esterno precoce dell’organismo in caso di febbre abbatta la mortalità correlata.

A sancire  che il controllo della febbre attraverso il raffreddamento esterno sia efficace nei pazienti sedati in seguito a shock settico per ridurne il rischio di decesso è stato uno studio condotto dai ricercatori francesi dell’Henri Mondor Hospital di Creteil e pubblicato, al momento, nella versione online della rivista di settore Journal of American Thoracic Society.

Commenta il coordinatore della ricerca Frederique Schortgen:

La questione dei benefici e dei rischi del controllo della febbre nei pazienti con sepsi grave rimane aperta  ma nel nostro studio il raffreddamento esterno per raggiungere la normotermia nei pazienti con shock settico ha dimostrato la sicurezza della procedura.

La ricerca ha trovato conferma alla sua tesi attraverso lo studio della situazione clinica di 200 adulti affetti da febbre causata da shock settico e trattati in sette diverse unità di terapia intensiva. Per avere un gruppo di controllo affidabile, l’utilizzo di questa particolare tecnica di raffreddamento è stato randomizzato. Nei pazienti sottoposti per 48 ore al raffreddamento esterno per mantenere una temperatura corporea tra i 36,5 ed i 37 gradi sono stati riscontrati miglioramenti sia per ciò che riguardava l’andamento della pressione arteriosa, sia il decorso finale della patologia.

Continua il ricercatore:

Anche se il raffreddamento ha impedito le morti precoci nei nostri pazienti la riduzione della mortalità non è risultata significativa a causa del numero troppo esiguo della popolazione studiata.

Con molta probabilità uno studio di tipo randomizzato più ampio su un numero maggiore di persone affette da shock settico potrebbe rappresentare la dimostrazione definitiva dell’utilità del raffreddamento esterno in questo particolare caso clinico.

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Fonte: JATS

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