SLA, un dispositivo low cost per comunicare

di Paola Commenta

Fornire un dispositivo per comunicare con il mondo esterno ai malati di SLA (sclerosi laterale amiotrofica) a prezzi più contenuti di quelli attuali. Questo l’obiettivo di un’équipe di ricerca del laboratorio Multimedia Signal Processing and Understanding Lab, afferente al Dipartimento di Ingegneria e Scienza dell’Informazione (Disi) dell’Università di Trento.
Il progetto, coordinato da Nicola Conci, Giulia Boato e Francesco De Natale, rispettivamente ricercatori e direttore del Disi, si è guadagnato nel 2009 il premio ‘Andrea Scuri’ per le migliori tecnologie assistive (premio istituito a Pieve di Bono in ricordo di Andrea Scuri, malato di SLA) ed è stato presentato a Dallas nelle scorse settimane nell’ambito della sessione ShowAndTell di una delle principali conferenze nel settore dell’elaborazione di segnali audio e video (ICASSP2010).

Oggi per acquistare una tecnologia simile si spendono tra i 15 ed i 20 mila euro, il nuovo apparecchio verrebbe a costare soltanto 8-10 mila euro. I dispositivi sono attualmente in fase di test e la versione definitiva, fanno sapere i ricercatori, potrebbe essere pronta già entro qualche mese.

Ma vediamo di capire qualcosa in più su come funziona, avvalendoci delle esaurienti spiegazioni dello stesso Conci. EyeAssist, questo il nome dell’interfaccia, sfrutta un sistema di tracciamento dell’occhio, abbastanza semplice, basato sull’utilizzo di una webcam commerciale che riesce a monitorare il movimento dei bulbi oculari, permettendo all’ammalato di selezionare tra le varie opzioni presenti sullo schermo o di comporre sullo schermo del computer semplici frasi.
Il sistema è

in grado di riconoscere sullo schermo un certo numero di aree funzionali (dei pulsanti), le cui funzionalità sono personalizzabili a seconda dell’utente. Al momento abbiamo implementato un sistema di videoscrittura tipo T9, ma è possibile utilizzare il sistema anche per leggere un eBook, per sfogliare una galleria fotografica, una libreria musicale, senza necessitare dell’ausilio di mouse o tastiera.

Conci ha spiegato che l”idea principale alla base del progetto è di fornire alla comunità strumenti per l’interazione con il calcolatore a basso costo

cercando di spostare l’intelligenza del sistema all’interno del computer ed utilizzando invece periferiche di uso comune.

[Fonte: Agi Salute]

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