Spina bifida, vantaggi dell’intervento intrauterino

di Paola 2

Operata a sole ventiquattro settimane dal concepimento per eliminare prima della nascita una malformazione al midollo spinale che ne avrebbe compromesso la facoltà di camminare. E’ successo a una bambina friuliana, sottoposta ad un delicato intervento intrauterino all’ospedale pediatrico Irccs Burlo Garofolo di Trieste.

Un’équipe di chirurghi italiani in collaborazione con un gruppo di colleghi spagnoli dell’ospedale Vill d’Hebron di Barcellona, ha eseguito lo straordinario intervento, il primo nel suo genere in Italia, il secondo in tutta Europa. L’operazione è avvenuta nel mese di agosto, ma è stato mantenuto il riserbo fino alla nascita della bambina, che è finalmente venuta al mondo senza dover affrontare, appena nata, le difficoltà di una così grave condizione.

La spina bifida, infatti, è una una malformazione neonatale determinata dalla chiusura incompleta di una o più vertebre che provoca difficoltà nella deambulazione. Ma perchè operare prima del parto? Quali sono i vantaggi di questo singolare intervento? Come spiega all’Ansa la dottoressa Gloria Pelizzo, specialista dell’équipe di chirurgia pediatrica del Burlo, i danni al sistema nervoso centrale si aggravano con lo sviluppo ulteriore del feto, intervenire prima sul tubo neurale significa prevenire il decorso della malformazione, che provoca paralisi e incontinenza. La singolarità dell’operazione chirurgica intrauterina effettuata a Trieste deriva sostanzialmente da tre importanti innovazioni:

Si tratta di un intervento importante per tre motivi. In primo luogo, abbiamo agito per via intrauterina, senza bloccare la gravidanza; in secondo luogo, è stata effettuata in un periodo di gestazione molto precoce; e in terzo luogo, sono stati utilizzati nuovi materiali e metodiche che apriranno a nuove e importanti prospettive per la correzione di altre gravi malformazioni addominali e toraciche in epoca prenatale.

L’obiettivo è ora di estendere questo genere di intervento anche ad altre patologie curabili direttamente in utero, in modo da trasformare l’ospedale pediatrico Irccs Burlo Garofolo di Trieste in un polo di riferimento per operazioni intrauterine. Ennesimo progresso della chirurgia che non può che renderci più ottimisti riguardo al futuro.

[Fonte: Ansa]