Artemisia annua e tumori, oncologo risponde

di Cinzia Iannaccio Commenta

Richiesta di Consulto Medico su Artemisia annua e tumori
Mio padre è affetto da carcinoma al cardias, con metastasi al fegato. Desideravo sapere se posso acquistare artemisia annua e in che misura interagisce con la terapia tradizionale che sta seguendo mio padre (chemio e farmaco monoclonale). E se eventualmente comprare la soluzione alcolica o solo quella composta da acqua. Vi ringrazio per la vostra risposta. Siamo disperati. Cordiali saluti

 

Specializzazione Oncologia
Tipo di Problema Tumore e benefici artemisia
Risponde il dott. Carlo Pastore oncologo e chemioterapista, consulente per l’area oncologica e per l‘ipertermia capacitiva per l’Hilu Medical Center (Marbella, Spagna) e presso il Centro di Medicina Integrativa in Malaga (Spagna), nonché responsabile della divisione di oncologia medica ed ipertermia oncologica della Casa di Cura Villa Salaria in Roma, membro dell’ESHO (European Society for Hyperthermic Oncology). Per contatti www.ipertermiaitalia.it

 

Gentilissima,

personalmente non ritengo utile il preparato in questione per la condizione descritta. Più utile sarebbe consultare un radiologo interventista per eventuale terapia locoregionale epatica con embocept , un radioterapista per un trattamento radiante a livello delle lesioni epatiche, aggiungere un trattamento in ipertermia oncologica a quanto attualmente in corso. Ovviamente il tutto esami ematochimici e condizione generale permettendo.

Un caro saluto ed un grande in bocca al lupo per tutto

Dott. Carlo Pastore, oncologo

 

 

Artemisia annua e tumori: cosa c’è da sapere

Da tempo si parla di artemisia annua come “terapia alternativa” per curare i tumori ed è giusto specificare bene la posizione delle autorità mediche al riguardo, oltre che la differenza sostanziale tra una medicina alternativa (che si pone al posto di cure tradizionali come in tal caso la chemio o la radio) ed una complementare seppur naturale (ma da utilizzare insieme alle tradizionali, come dice la parola “a complemento”, in aggiunta).

Parlare in questa fase della ricerca di una cura alternativa -con la sola artemisia- significa di fatto mettere a rischio la vita di chi soffre di una malattia grave come il tumore, offrendo false speranze ed invitando a non sottoporsi alle cure tradizionali che già hanno permesso la sopravvivenza di molti individui.

Di fatto alla base di tutto c’è solo una piccola constatazione: in alcuni esperimenti in vitro l’artemisina (uno dei principi attivi dell’Artemisia annua) si è rivelata efficace nel distruggere alcune cellule tumorali. Oltre non si è andati. Altri studi sono ancora in corso, compreso uno dell’Istituto Nazionale dei Tumori mirato ad un altro principio attivo, la diidroartemisinina, e al suo ruolo antineoplastico, ma si tratta ancora di lavori “preclinici”, che meritano approfondimenti, ma non offrono ancora certezze.

Gli studi a livello clinico sono scarsi: solo alcuni case report e uno studio cinese di alcuni anni fa per essere precisi, ma con risultati contrastanti e non definitivi né in termini di efficacia antitumorale, nè di sicurezza (anche se dei derivati dell’artemisia annua sono utilizzati in farmaci contro la malaria, con scarsi effetti collaterali). Si sta ragionando comunque a livello scientifico di valutare i principi attivi di questa pianta per costituire nuovi farmaci che possano andare a supporto delle terapie già applicate aumentandone l’efficacia. Non come alternativa e soprattutto non in soluzioni o compresse di dubbia origine e formulazione.

 

 

 

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Foto: Thinkstock

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