L’aspirina come scudo anticancro: nuove conferme

di Valentina Cervelli Commenta

Ormai da qualche anno la scienza medica è impegnata nel capire se l’aspirina, o meglio l’acido acetilsalicilico possa essere utilizzato come un efficace scudo anticancro. La risposta sembrerebbe essere positiva: nuove conferme sono infatti giunte attraverso un nuovo studio condotto dall’American Cancer Society. C’è però un ma: l’effetto collaterale di questa sostanza.

Sebbene l’aspirina venga utilizzata per mantenere fluido il sangue anche in concomitanza di patologie cardiovascolari che lo richiedano, gli esperti non sono ancora convinti della non pericolosità di un’assunzione giornaliera di questo medicinale. Sul piatto della bilancia si trova infatti da una parte il calo del rischio di ammalarsi e morire di tumore, e sull’altro il possibile manifestarsi di gravi emorragie.

Nella ricerca condotta dai medici statunitensi e pubblicata sulla rivista di settore Journal of the National Cancer Institute sulla base dei dati relativi a oltre 100 mila uomini e donne (in gran parte con più di 60 anni, N.d.R.) si rileva che assumere ogni giorno una compressa di aspirina, usata spesso come antinfiammatorio, in basse dosi permette di proteggere la persona dallo sviluppo di cancro e dalla conseguente possibile mortalità, almeno per un periodo di dieci anni. Questa protezione, come già provato in passato e confermato in questo caso, è più alta ed efficace nei confronti del tumore all’esofago, di quello allo stomaco e nei confronti del cancro al colon-retto. In questo caso la percentuale di diminuzione d’incidenza è pari al 40%. Dato che scende ad un buon 12% in caso di altre neoplasie con una riduzione media dei decessi pari al 16% a prescindere dalla forma tumorale.

In questo particolare studio non sono state rilevate particolari differenze tra coloro che avevano assunto aspirina ogni giorno nel corso di un periodo di 5 anni e chi l’aveva presa per meno tempo. Nonostante i buoni risultati, Eric Jacobs, coordinatore della ricerca spiega:

Nonostante le recenti evidenze sull’uso di aspirina e il rischio di cancro siano incoraggianti è prematuro raccomandare ai cittadini di iniziare ad assumere aspirina specificatamente per prevenire possibili tumori futuri. Anche a base dosi, infatti, il farmaco può aumentare in modo sostanziale il rischio di gravi sanguinamenti gastrointestinali.

Il consiglio è quindi quello di stimolare la ricerca affinché si possa trovare un giusto equilibrio tra l’effetto di protezione dell’aspirina ed i suoi effetti collaterali, valutando anche in futuro, la storia medica di ogni singolo paziente in vista di un possibile utilizzo del farmaco come scudo anticancro.

Fonte | Journal of the National CancerInstitute

Photo Credit | Thinkstock

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