Nuovo farmaco per tumore alla tiroide chemioresistente

di Redazione 1

Il carcinoma midollare della tiroide è una forma rara di tumore della tiroide, ma particolarmente aggressiva, a carico delle cellule parafollicolari. In Italia colpisce ogni anno circa 200 persone. Sino ad oggi per questi pazienti sia la chemio che la radioterapia si sono rivelate inefficaci se la malattia veniva scoperta in fase avanzata, come spesso accade. In questi giorni, gli esperti riuniti a Pisa in occasione del Congresso dell’Associazione Europea della Tiroide hanno discusso dell’arrivo di un nuovo farmaco in grado di fare la differenza: Vandetanib.

Durante il congresso, infatti, è stato presentato tale farmaco già in uso in America dal 2011, mentre in Europa è stato approvato lo scorso febbraio.  Dall’esito dello studio clinico di fase 3 condotto su 331 pazienti affetti da carcinoma midollare della tiroide (di cui il 20% italiani) è emerso come il farmaco sia in grado di bloccare la crescita dei vasi che portano sangue al tumore inibendo il fattore di crescita endoteliale (VEGF). Sembra, inoltre, che riesca a bloccare anche i recettori del fattore di crescita epidermico (EGFR) e RET, riducendo il rischio di progressione del cancro del 54% rispetto al placebo.

Come ha spiegato Rossella Elisei, professore associato del Dipartimento di Endocrinologia dell’Università di Pisa:

Fino a ieri l’unica soluzione contro il carcinoma midollare era l’asportazione della lesione cancerosa e dell’intera ghiandola tiroidea. Ma per le diagnosi tardive, in caso di malattia in fase avanzata o metastatica, non avevamo a disposizione cure valide. Vandetanib ha dimostrato una grande utilità e rappresenta l’unica opportunità di trattamento per questo tumore localmente avanzato o metastatico.

Ai dati positivi sul farmaco si aggiunge poi la possibilità per il paziente di avere una vita quanto più possibile normale. La cura, infatti, prevede l’assunzione di una compressa al giorno e può essere seguita direttamente da casa. La speranza è che il Vandetanib arrivi presto anche in Italia.

Via|EMA – European Medicines Agency; Photo Credits|e-MagineArt.com su Flickr

Commenti (1)

  1. In alcuni casi i trattamenti chemioterapici, utilizzati per combattere il tumore alla tiroide possono lasciare effetti collaterali anche sulla pelle.
    Da parte nostra, il Board scientifico di “IL CORPO RITROVATO” è impegnato in attività di ricerca per l’accudimento, da un punto di vista dermo-cosmetologico, del paziente oncologico. Abbiamo attivato una community su Facebook e un forum sul nostro sito web dove è possibile ricevere e scambiare informazioni su questo delicato tema. Per info: http://www.ilcorporitrovato.org

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