La prevenzione dei tumori? La insegnano nelle scuole oncologi e calciatori

di Cinzia Iannaccio Commenta

 Il cancro si può prevenire con uno stile di vita sano sin dalla giovane età.  Eppure secondo un’indagine condotta dall’AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) 7 ragazzi su 10 non hanno mai ricevuto informazioni sull’argomento. Da qui l’idea di dare il via ad una serie di incontri direttamente nelle scuole per informare gli adolescenti sui comportamenti a rischio: oncologi nelle classi dunque, ma non da soli, bensì in compagnia dei maggiori campioni del calcio italiano, in prestito dal Campionato di Serie A, quali messaggeri e testimonial del progetto dal titolo emblematico “Non fare autogol”!

Finora sono stati coinvolti nelle scuole già 2.000 studenti e molti di più sono invece i ragazzini che hanno preso informazioni sul sito internet dedicato. Ne è risultato un interesse notevole, come ha spiegato il professor Carmelo Iacono presidente dell’AIOM:

“Il 94% dei ragazzi ha apprezzato il nostro intervento, e di questi la metà si augura possa diventare un appuntamento fisso in classe. Siamo convinti che queste iniziative non possano rimanere isolate e che l’educazione alla salute debba entrare a far parte dei programmi di studi. Per questo la nostra campagna proseguirà, sul web e in altre città e scuole, dove è stata accolta con grande entusiasmo da insegnanti e presidi. L’obiettivo è creare la “squadra” dell’AIOM rendendo gli stessi adolescenti protagonisti ed ambasciatori dei valori della prevenzione”.

E nel frattempo, a mettersi in campo per spiegare ai ragazzi come prevenire i tumori, campioni del calibro di Pato, Gilardino, Miccoli, De Sanctis, Legrottaglie, Palombo, Chiellini e Perrotta. Degli idoli per gli adolescenti e dunque testimonial affidabili che hanno spiegato in termini calcistici quali sono i “7 autogol” più pericolosi, ovvero i principali fattori di rischio: fumo e alcol (un terzo dei ragazzi non crede che abbiano legami con i tumori) , la alimentazione scorretta, il sesso non protetto, la droga, il doping e la sedentarietà (che il 43% degli adolescenti sottovaluta dal punto di vista oncologico e non solo). Certo, un ripasso di questi aspetti tocca anche agli adulti, genitori, che avrebbero l’obbligo, non solo di educare ma di farlo con l’esempio. Ma questo è un altro vasto capitolo sul quale sorvoliamo. Da sottolineare invece le parole del professor Marco Venturini, prossimo presidente della stessa associazione:

“Esistono dati che dimostrano come lo stile di vita nei primi 20 anni sia più importante dei fattori genetici rispetto al rischio di ammalarsi di cancro in futuro. Il comportamento in assoluto più dannoso è il fumo”.

In più va detto che è proprio nell’adolescenza purtroppo che si instaurano questi meccanismi negativi dal punto di vista della salute ed è dunque molto importante stroncarli sul nascere. Per fare tutto ciò sono stati sviluppati i mezzi, i linguaggi dei ragazzi stessi, dai campioni della serie A, al sito internet e la pagina di facebook oltre che ovviamente gli incontri diretti e la realizzazione di una guida, un opuscolo distribuito nelle scuole secondarie in circa 50.000 copie. L’idea ai ragazzi è piaciuta e dunque proseguirà anche per il prossimo anno. Approfondimenti nel sito dedicato.

 

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