Sindromi mielodisplastiche cause e fattori di rischio

di Cinzia Iannaccio 0

Nella maggioranza dei casi la sindrome mielodisplastica (MDS o mielodisplasia) non ha cause note, mentre a volte sono legate a specifici fattori di rischio. Scopriamo insieme quali sono ed il punto sulla ricerca.

Sindrome mielodisplastica: una questione di DNA

Il DNA possiede tutte le informazioni genetiche di un individuo. Nel corso degli ultimi anni gli scienziati hanno compreso come alcune alterazioni del DNA possono provocare la sindrome mielodisplastica, anche se ancora non è possibile da queste conoscenze trarre delle cure efficaci e certe per tutti. In particolare il rischio si ha quando alcuni geni (parti di DNA) deputati al processo di nascita, crescita e divisione delle cellule (detti oncogeni) sono alterati o si alterano per alcune cause. Altri geni detti oncosoppressori sono invece in grado di rallentare la crescita o distruggere gli oncogeni. Da qui numerose forme di tumore, compresa la mielodisplasia.

Inoltre spesso le cellule in caso di sindrome mielodisplastica contengono cromosomi alterati (nel DNA umano ve ne sono 23 coppie). Alcuni test sono stati messi a punto per identificare tali anomalie cromosomiche e predire così l’eventuale prognosi.

 

 

Sindrome mielodisplastica, quando la causa è nelle cure per il cancro

Un precedente trattamento con chemioterapia è il più importante e frequente fattore di rischio per la mielodisplasia. Ciò significa che i pazienti trattati con alcuni tipi di farmaci hanno una maggiore probabilità di svilupparla: in tali casi si parla di mielodisplasia secondaria. Alcuni tra i chemioterapici che possono indurre questa condizione sono:

  • Mecloretamina (mostarda azotata)
  • procarbazina
  • Chlorambucil
  • etoposide
  • teniposide
  • ciclofosfamide
  • ifosfamide
  • doxorubicina

Se a queste chemio si abbina radioterapia il rischio aumenta. E’ più comune dopo la terapia per la malattia di Hodgkin, il linfoma non -Hodgkin e la leucemia linfocitica acuta. In parte anche in chi ha subito un trapianto di midollo osseo con cellule staminali. Va sottolineato comunque come in tali casi i dosaggi di chemioterapia possono essere molto alti e che comunque a sviluppare la malattia secondaria sono solo una piccola percentuale di pazienti.

 

Sindromi genetiche ereditarie

Alcuni problemi del midollo osseo -come dicevamo- sono causati da geni anomali (mutazioni) che sono stati trasmessi da uno o entrambi i genitori. Le persone con alcune sindromi ereditarie hanno più probabilità di sviluppare mielodisplasia. Tra queste troviamo: anemia di Fanconi, Sindrome di Shwachman-Diamond,  disturbi delle piastrine familiare, e grave neutropenia congenita. In alcune famiglie la mielodisplasia si manifesta anche su più persone.

Fumo

Non solo tumore al polmone: il fumo – a causa delle sostanze cancerogene contenute nelle sigarette- aumenta anche il rischio di sindrome mielodisplastica.

Esposizioni ambientali

I fattori di rischio ambientali, come le radiazioni ed alcune sostanze chimiche (ad esempio benzene)  sono state collegate allo sviluppo della mielodisplasia.

Età e sesso

La malattia è più comune negli uomini ed il rischio aumenta con l’età: la maggioranza dei casi è dopo i 60 anni. Rarissima sotto i 40.

 

 

Leggi anche:

Cos’è la sindrome mielodisplastica?

 

 

Fonte: Cancer.org

Foto: Pixabay

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