Tumore ai polmoni: attenti al gas radon

di Valentina Cervelli 0

Ogni tanto sentiamo parlare in televisione del gas radon ma nella realtà di tutti i giorni sono davvero poche le persone che sono coscienti di cosa sia e del pericolo che può rappresentare per la nostra salute. Questo elemento gassoso è diffuso sia in Italia che in Europa e gli esperti sono convinti che sia la causa di morte di una persona ogni due giorni relativamente al tumore ai polmoni.

A tal punto da far lanciare un vero e proprio allarme. Il radon è un gas invisibile, inodore, incolore ed insapore, derivante dalla rottura o dal decadimento dell’uranio che si trova naturalmente nelle rocce e nel sottosuolo e si  calcola secondo l’unità di misura Becquerel per metro cubo (Bq/mc). Come ogni gas che si rispetta tende a volatilizzarsi e di conseguenza ad essere respirato. Difficilmente la popolazione o gli enti cittadini richiedono analisi per verificare la presenza di questo elemento nell’aria o nelle proprie abitazioni. Per farvi comprendere quanto possa essere pericoloso, vi basterà sapere che l’Organizzazione mondiale della Sanità lo ha inserito con il fumo di sigaretta e l’amianto tra le prime cause di cancro al mondo, mentre in Italia viene considerato dai medici la seconda causa di morte per cancro ai polmoni.

Nel resto d’Europa la situazione non è migliore che da noi: uno studio condotto in Irlanda dal Radiological Protection Institute ha stimato che almeno 250 mila persone sono a rischio di morte prematura a causa del radon nel solo territorio irlandese. In Italia, sebbene non si sia a quei livelli, sono state rilevate fonti di questo gas in tutte le regioni, con particolare presenza in Lombardia, nel Lazio, in Campania ed in Friuli. Il problema è che non conoscendo il gas e non essendo conscia della sua presenza, le persone non possono “difendersi” contro questo fattore di rischio tumorale.

Una campagna di sensibilizzazione rispetto al radon potrebbe portare enti e semplici cittadini a verificarne la presenza e prendere adeguati provvedimenti di bonifica.

OMS- Radon

Photo Credit|Thinkstock

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