Tumore seno g3 e invasione vascolare peritumorale

di Cinzia Iannaccio Commenta

Richiesta di Consulto Medico su Tumore seno g3 e invasione vascolare peritumorale
Buonasera, chiedo chiarimenti in merito all’ istologico. Ho 42 anni, ho subito una quadrantectomia al seno destro a giugno scorso. Sto finendo la chemioterapia che sarà seguita da radioterapia, herceptin per altre 14 sedute e terapia ormonale. Il mio istologico: g3, 13mm, linfonodi negativi, ormonoresponsivo, ki67 60%, her2positivo e massiva presenza pvi. Che significa invasione vascolare peritumorale? È finito nel sangue? Può diffondersi per via ematica o linfatica? Rispetto ai parametri sfavorevoli, che possibilità ho di non avere metastasi? E una recidiva locale? Mi hanno prescritto una pet tra la chemio e la radio….è così brutto l’ istologico? Avrò delle metastasi? Ad altre con her2positivo non l’ hanno prescritta…. Grazie

 

Specializzazione Oncologia
Tipo di Problema Tumore al seno g3 con invasione vascolare peritumorale

Risponde il Prof. Carlo Pastore oncologo e chemioterapista, consulente per l’area oncologica e per l‘ipertermia capacitiva per l’Hilu Medical Center (Marbella, Spagna) e presso il Centro di Medicina Integrativa in Malaga (Spagna), nonché responsabile della divisione di oncologia medica ed ipertermia oncologica della Casa di Cura Villa Salaria in Roma, membro dell’ESHO (European Society for Hyperthermic Oncology). Per contatti www.ipertermiaitalia.it

 

Gentile Sig.ra, innanzitutto direi di non farsi prendere dal panico perchè la situazione appare risolvibile con le opportune terapie prescritte. Andiamo per gradi analizzando aspetti positivi e meno. Tra i negativi abbiamo la giovane età, il grading (G3), l’infiltrazione vascolare peritumorale (che non vuol dire necessariamente che la malattia si sia diffusa per via ematica; semplicemente aveva una attitudine ad invadere i vasi), il ki67 non basso, l’her2 positivo (maggiore aggressività biologica, ma questo dato è bilanciato ampiamente dalla possibilità di impiegare un farmaco selettivo e specifico come il trastuzumab (Herceptin)). I dati positivi sono l’assenza di linfonodi interessati dalla malattia, il nodulo non grande, l’ormonoresponsività e la adeguata terapia impostata. La PET viene prescritta come approfondimento in itinere (metodica funzionale rispetto alla TC che invece è morfologica) correttamente. Non è la presenza o meno dell’her2 il criterio prescrittivo per la PET: è uno scrupolo corretto che varia da Paziente a Paziente valutando ogni storia clinica che è a se stante. Cari saluti ed un grande in bocca al lupo per tuttoProf. Carlo Pastore, oncologo – www.ipertermiaitalia.it

 

 

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Foto: Thinkstock

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