Osteoporosi: la dieta per mantenere sane le ossa

di Cinzia Iannaccio Commenta

Con l’osteoporosi la struttura dell’osso tende a modificarsi: l’organismo non è più in grado di produrre tanto calcio quanto ne servirebbe per il fisiologico ricambio. Ecco allora che le ossa diventano più fragili e soggette a fratture. Sappiamo che i minerali necessari vengono assunti dall’organismo attraverso l’alimentazione, nell’arco di tutta la vita degli individui. Ecco allora che la dieta quotidiana assume un ruolo decisivo. Soprattutto fino ai 25-30 anni lo scheletro accumula una gran quantità di minerali che poi sfrutterà nel tempo.

E’ dunque importante avere un’alimentazione ricca di calcio e minerali sin dalla giovane età.  Anche nell’età adulta possibilmente va proseguito questo tipo di alimentazione, soprattutto perché con il passare degli anni l’intestino perde la sua capacità di assimilare il calcio. La fonte principale di questa preziosa sostanza è il latte. Importante è però anche la vitamina D capace di favorire l’assorbimento di calcio. Quali cibi allora vanno preferiti oltre il latte?

Ovviamente tutti i suoi derivati: come lo yogurt, la ricotta, il parmigiano, ecc. Data la presenza di sale e di grassi in questi alimenti è importante però stabilire delle regole dietetiche insieme ad un nutrizionista. Pensiamo alle donne in menopausa ad esempio (ma non solo), più soggette all’osteoporosi, ma anche a sovrappeso, problemi cardiovascolari, ipertensione, ecc.: tutte patologie per cui questi alimenti sarebbero sconsigliati (pensiamo al colesterolo che contengono!). Va detto comunque che il latte se scremato, mantiene egualmente i suoi livelli di calcio, quindi è possibile scegliere tra prodotti magri e freschi a ridotto contenuto di sale.

L’acqua è un’altra fonte importante di calcio. Ve ne sono di diversi tipi, meglio scegliere quella con la scritta Ca++ che corrisponde ad un minimo di 200 mg di calcio. Una curiosità: anche i pesciolini piccoli sono ricchi di calcio, quelli che si mangiano con tutta la lisca, ma ovviamente andrebbe evitato di farli fritti! Per il resto ci si può concentrare sulla Vitamina D: aiuta molto il pesce, specie il salmone, ma soprattutto il sole. Bastano 15 minuti al giorno di esposizione al sole (rigorosamente protetta in estate onde evitare scottature) per stimolare fisiologicamente lo sviluppo di una discreta quantità di Vitamina D, a qualunque età. Basta una breve passeggiata quotidiana, pioggia permettendo!

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