Ascelle che puzzano? Colpa di un batterio

di Valentina Cervelli Commenta

Ascelle che puzzano? Che la colpa fosse dei batteri non è una cosa nuova, ma che nello specifico si trattasse di un lavoro di squadra tra un batterio ed alcuni geni che vivono nella flora dell’epidermide sotto le nostre braccia, questa è una nuova scoperta effettuata da un gruppo di validi scienziati dell’Università di York.

I ricercatori inglesi hanno studiato con molta attenzione il microbioma ascellare degli esseri umani identificando dapprima tutti i batteri che sono in grado di causare cattivo odore ed in seguito anche i geni che danno la possibilità agli stessi di far scattare il meccanismo che porta alla sua formazione a livello molecolare. I risultati dello studio condotto da Daniel Bawdon e Gavin Thomas sono stati presentati nel corso dell’ultimo incontro della Società di Microbiologia Molecolare tenutosi a Birmingham. I batteri che possiamo considerare come i reali colpevoli delle ascelle che puzzano sono lo Staphylococcus Hominis ed altri della famiglia dello stafilococco. Questi producono una sostanza sulfurea davvero particolare che non è altro che il frutto della digestione del sudore da parte degli stessi.

E quella che odora molto similmente a delle uova marce creandoci imbarazzo se il deodorante non funziona in modo adeguato. Spiegano i ricercatori:

E’ la prima volta che riusciamo a vedere così in profondità e nel dettaglio la biologia di questo processo.

Poter sfruttare questa scoperta in campo pratico significa mettere a punto dei deodoranti che siano in grado di agire realmente a livello molecolare per abbattere il cattivo odore: qualcosa che fino ad ora non è stato possibile fare. Avendo una maggiore conoscenza si può puntare sia all’abbattimento dei batteri che causano il disturbo e contestualmente eliminare alla base il meccanismo che lo crea. Favorendo non solo una corretta igiene delle persone, ma facendo in modo tale che socialmente non si debba essere sottoposti a situazioni imbarazzanti dettate dal cattivo odore.

Photo Credits | Vladimir Gjorgiev / Shutterstock.com

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