Cellule staminali stampate in 3D

di Valentina Cervelli Commenta

Cellule staminali stampate in 3D per costruire organi in laboratorio e studiare i tessuti.E’ questo il traguardo raggiunto da un gruppo di scienziati americani e cinesi, i quali sono stati in grado di mettere a punto un processo capace di produrre “blocchi” di cellule embrionali.

Questo tipo di staminali sono in grado di generare tutti i tipi di cellule del nostro corpo ed è per questo che sono tanto importanti da studiare nella loro forma stampata in 3D. Gli scienziati pensano, inoltre,  possano essere utilizzate come una sorta di “mattoncini” utili da coltivare per lavorare sulla creazione di soluzioni alternative per approcciare alcune patologie. I ricercatori hanno raccontato tutti i passi della loro sperimentazione in uno studio pubblicato sulla rivista di settore Biofabrication. La gioia per il risultato raggiunto è evidente nella parole del coordinatore della ricerca, il professor Wei Sun:

E’ stato davvero emozionante vedere che potevamo coltivare un corpo embrioide in modo controllato. Il corpo embrioide coltivato, inoltre, è risultato uniforme ed omogeneo, ed è un buon punto di partenza per un’ulteriore crescita del tessuto.

Ovviamente si tratta di un percorso lento e non ancora completo quello per raggiungere la messa a punto di tessuti più ampi: ciò non toglie che l’essere riusciti a stampare delle cellule staminali in 3D apra davvero una un percorso scientifico inestimabile per studiare nuovi approcci terapeutici alle principali malattie che affliggono l’uomo. Di solito vengono usati due sistemi bidimensionali per stampare le staminali, ma nessuno dei due mostra, come sottolinea lo scienziato, la stessa uniformità ed una crescita cellulare come quella ottenuta con la stampante 3D.

Riuscire a progredire lungo questa linea potrebbe portare a sperimentare ulteriormente sulla rigenerazione di tessuti e sullo screening dei farmaci. In poche parole sarebbe possibile bypassare alcuni degli attuali limiti della sperimentazione medica senza compromettere esseri viventi e l’etica stessa delle ricerche. Le applicazioni, va ripetuto, potrebbero essere molteplici.

Photo Credits | 18percentgrey / Shutterstock.com

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