E-skin, display sulla pelle umana?

di Valentina Cervelli Commenta

Apporre display sulla pelle umana grazie alla tecnologia E-skin? Sebbene un uso medico non sia totalmente da rigettare è inutile dire che una simile applicazione nella realtà lascerebbe un tantino perplessi.

I ricercatori dell’Università di Tokyo sono al lavoro proprio in questo momento sulla messa a punto di uno strato molto sottile di “pelle elettronica” in grado di rendere visibile all’esterno i livelli di ossigeno del sangue e il battito cardiaco. Va sottolineato che al momento quello che si ha in mente è un utilizzo prettamente medico-atletico per monitorare i parametri vitali di coloro che eseguono sport a livello agonistico. Gli scienziati hanno già dimostrato di essere in grado di dare vita ad un OLEAD display stabile che potrebbe risultare compatibile a livello biologico con la nostra pelle.  Ed è proprio questa particolare integrazione ad essere l’obiettivo finale degli studiosi che vorrebbero minimizzare l’impatto del dispositivo una volta collegato all’organismo tramite l’epidermide.

Il più grande problema riscontrato? Non quello di un’eventuale impianto (basta pensare alle diverse pompe insuliniche ed a tutti i dispositivi medici che rimangono permanentemente attaccati al corpo, N.d.R.) quanto la necessità di rendere “indistruttibili” i display evitando che il contatto con l’aria faccia degenerare i leggeri materiali organici impiegati. Il gruppo di scienziati guidato dai professori Takao SomeyaTomoyuki Yokota sembrano essere sulla buona strada per riuscire nell’impresa.  E commentano:

Cosa sarebbe il mondo se noi avessimo dei display capaci di aderire ai nostri corpi ed eventualmente mostrare le nostre emozioni o il nostro livello di stress? Non solo non avremmo bisogno di portare dispositivi con noi tutto il tempo, ma potrebbero migliorare il modo con il quale interagiamo con gli altri o dar via ad un nuovo modo di comunicare.

Un uso medico di questi display può essere considerato concepibile e utile, ma non siamo automi: un loro utilizzo emozionale sarebbe da evitare completamente.

Photo Credits | Alexander Raths / Shutterstock.com

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