Sonno, luce artificiale influisce su qualità, pressione e diabete

di Paola Commenta

La luce in camera prima di coricarsi può avere un impatto sulla qualità del sonno, sulla pressione arteriosa e sul rischio d’insorgenza di diabete.
E’ quanto afferma un recente studio che verrà pubblicato sulla rivista di divulgazione scientifica The Endocrine Society’s Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism (JCEM), realizzato da Joshua Gooley del Brigham and Women’s Hospital e della Harvard Medical School di Boston, Massachusetts.

L’esposizione alla luce elettrica tra il tramonto e prima di coricarsi sopprime fortemente i livelli di melatonina e può avere un impatto sui processi fisiologici regolati dall’ormone, come la sonnolenza, la termoregolazione, la pressione arteriosa e l’omeostasi del glucosio.

La melatonina è un ormone prodotto durante la notte dalla ghiandola pineale nel cervello. Oltre al suo ruolo nella regolazione del ciclo sonno-veglia, la melatonina ha dimostrato di abbassare la pressione sanguigna e la temperatura corporea ed è stata  anche esplorata come opzione di trattamento per l’insonnia, l’ipertensione ed il cancro. Nella società moderna, le persone sono esposte abitualmente all’illuminazione elettrica durante le ore serali per lavoro, per attività ricreative e attività sociali. Questo studio ha cercato di capire se l’esposizione alla luce artificiale in tarda serata possa inibire la produzione di melatonina.

“Ogni giorno, milioni di persone scelgono di tenere le luci accese prima di andare a dormire e durante le ore abituali del sonno”, ha spiegato l’autore della ricerca. “Il nostro studio mostra che questa esposizione alla luce interna ha un forte effetto soppressivo sulla melatonina. Ciò potrebbe, a sua volta, incidere sulla qualità del sonno e sulla capacità del corpo di regolare la temperatura corporea, la pressione sanguigna ed i livelli di glucosio.”

I ricercatori hanno valutato 116 volontari sani di età compresa tra i 18 e i 30 anni che sono stati esposti alla luce artificiale e ad una luce più fioca, nelle otto ore precedenti il sonno, per cinque giorni consecutivi. Un catetere endovenoso è stato inserito negli avambracci dei partecipanti per la continua raccolta di plasma ogni 30-60 minuti volta a monitorare i livelli di melatonina. I risultati hanno mostrato che l’esposizione alla luce prima di coricarsi accorciava la durata della melatonina di circa 90 minuti rispetto all’esposizione alla luce fioca. Inoltre, l’esposizione alla luce artificiale durante le ore abituali del sonno sopprimeva la melatonina di oltre il 50%.

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[Fonte: “Exposure to room light prior to bedtime suppresses melatonin onset and shortens melatonin duration in humans”. JCEM]