Il pepe: una nuova arma nella guerra alle zanzare

di Paola 2

Con l’arrivo della bella stagione si riapre, ogni anno, l’eterna guerra tra uomo e zanzara, senza esclusione di colpi e stratagemmi, dai più classici ai più disparati.
Zanzariere, lozioni repellenti da spalmare o spruzzare sull’epidermide, piante di geranio alla finestra, candele alla citronella in ogni stanza, zampironi acchiappazanzare e ultimo, ma tra i più usati, il corpo a corpo tra uomo e zanzara, con cuscini, mani e fogli di giornale, che trasforma le serate estive in coprifuochi, le stanza in campi di battaglia, i cuscini in trincee, correndo il rischio di non distinguere tra umani e insetti chi sia la vittima e chi il carnefice.

A correrci in aiuto è Alan Katritzky, chimico dell’Università della Florida, che ha ingaggiato due volontari per sperimentare nuovi repellenti estratti dal pepe.


I due coraggiosi eroi hanno dovuto infilare le braccia nude in una scatola piena di 500 fameliche zanzare.
L’obiettivo era quello di trovare delle alternative valide alla dietilentoluamide o DEET, composto standard per i repellenti da applicare sulla pelle.

I risultati della sperimentazione, pubblicati sui Proceedings of the National Academy of Sciences, hanno evidenziato, tra le sostanze testate, l’efficacia tre volte superiore al DEET delle acilpiperidine, le sostanze contenute in natura negli ingredienti attivi del pepe.

I due volontari, con le braccia cosparse da 30 delle molecole sintetizzate da Katritzky, non sono stati punti, dimostrando così come le acilpiperidine siano utili per tenere alla larga le zanzare.

Prima che si giunga ad un prodotto antizanzare “pepato” ci vorranno ancora molte prove, soprattutto per valutare i rischi di irritazione ed allergia di queste sostanze applicate sulla pelle.
Nel frattempo gli esperti consigliano di continuare ad usare il DEET, i prodotti a base di picaridina o KBR, e di continuare a tenere le zanzariere alla finestre…e se mettessimo sul davanzale vasi con piante di peperoncino?

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