Latte materno umano da mucca clonata: lo dareste a vostro figlio?

di Cinzia Iannaccio 0

Una vitella geneticamente modificata per produrre da adulta un latte simile a quello materno umano. L’annuncio arriva dall’Argentina, ed in particolare dal National Institute of Agrobusiness Technology d’Argentina e della locale Università Nazionale di San Martin. Nel comunicato diramato dalle istituzioni si legge:

“E’ il primo esemplare al mondo di mucca dal latte materno: Rosita Isa è il nome della vitella, nata il 6 Aprile scorso con un taglio cesareo, resosi necessario a causa delle dimensioni della vitellina: 45 chili, il doppio del normale”.

L’obiettivo scientifico sarebbe stato raggiunto inserendo dei geni umani nel dna clonato: in particolare sono stati aggiunti i geni responsabili della produzione di lattoferrina e lisozima, due proteine in grado di rafforzare il sistema immunitario dei neonati grazie a proprietà antivirali ed antibatteriche, proprio come nel latte materno umano. La questione, tanto osannata in Argentina, è molto delicata. E’ chiaro che gli effetti sulla salute di un tal latte andranno valutati nel tempo, ma testati su chi? L’Unione Europea ha messo un limite ad esempio alla commercializzazione di carne clonata (già da qualche tempo), anche se ormai questa sembra essere entrata abbondantemente nella catena alimentare. Al di fuori dei risvolti etici che riguardano la clonazione animale, viene lecito chiedersi chi darebbe al proprio figlio, neonato, un latte transgenico.

Di certo il potere persuasivo della pubblicità affermerà che è la soluzione migliore, ma nel frattempo, secondo alcuni dati dell’indagine Eurobarometro elaborati dalla Coldiretti 3 italiani su 4 non metterebbero mai latte transgenico nel biberon dei loro bambini. Anzi, la preoccupazione dei nostri concittadini (che condivido personalmente) riguardo agli alimenti ogm è molto alta: la notizia proveniente dall’America Latina ha infatti provocato diffidenza nel 75% degli intervistati (nel resto d’Europa “solo” nel 65%!). Ci vorranno molti anni prima della commercializzazione di questo prodotto, ma è necessario porsi delle domande già da ora. Facciamolo insieme con un nuovo sondaggio:

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