Il multitasking rovina il cervello?

di Valentina Cervelli Commenta

Il multitasking rovina il cervello? Di certo non gli fa bene. Basta pensare all’effetto che ha sulla nostra capacità di concentrazione: l’ha resa più bassa di un secondo di quella di un pesce rosso.

Un bruttissimo colpo per noi: la nostra capacità di concentrazione è infatti pari a 8 secondi contro i 9 dei pesci rossi. E tutto sarebbe dovuto in buona parte al nostro modo di approcciarci al lavoro ed alla nostra vita. Il multitasking, la capacità di riuscire a fare più cose contemporaneamente attraverso dispositivi differenti sarebbe più dannosa che altro secondo uno studio realizzato dalla Microsoft in Canada. Quel che gli scienziati hanno realizzato progredendo con la ricerca, è che la nostra soglia temporale di attenzione è scesa di ben 4 secondi dal 2000: essa era infatti pari a 12 secondi.

E la colpa è da attribuire a smartphone, pc, e tutti quegli input provenienti dai social network che ci portano a distogliere l’attenzione da ciò che stiamo facendo pressoché continuamente. Per raggiungere queste conclusioni i ricercatori hanno analizzato le abitudini relative all’uso di tecnologia di circa 2000 persone ed in seguito hanno approfondito il tutto su 200 volontari che si sono sottoposti a veri e propri esami fisici. Grazie anche all’utilizzo dell’elettroencefalogramma su questi ultimi, gli scienziati hanno potuto verificare come l’essere umano sia affamato di informazioni e di come riesca a catalogarle e condividerle più velocemente: fattore questo che ha un rovescio della medaglia importante, ovvero il calo di concentrazione.

A quanto pare il nostro cervello “si annoia” e quindi ha necessità di continui stimoli ed informazioni: e tutto questo lo porta ad abbassare la sua concentrazione ed a controllare continuamente (e qui entra in gioco il multitasking, N.d.R.) di avere a disposizione ciò di cui ha bisogno. Certo, questo approccio non è comunque del tutto negativo: ora riusciamo a fare più cose insieme nello stesso momento e sappiamo scegliere meglio ciò di cui abbiamo bisogno. Dobbiamo semplicemente sperare che questo approccio non conduca poi ad un calo del quoziente intellettivo. In quel caso… forse dovremmo preoccuparci.

Photo Credits | Eugenio Marongiu / Shutterstock.com

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>